Terra prima dei dinosauri: cosa c’era? L’evento pluviale carnico

Tra i sopravvissuti e i nuovi emergenti si annoverano anfibi, tetrapodi, tartarughe, coccodrilli, lucertole e mammiferi
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Immaginate un mondo in cui un singolo evento climatico ha il potere di ridefinire l’intero corso della vita sul nostro pianeta. Un mistero geologico, celato nelle profondità della terra per milioni di anni, ha finalmente rivelato una storia che sfida l’immaginazione: un cataclisma preistorico che ha segnato non solo la fine di un’era, ma l’alba di un nuovo dominio. Questa è la storia di un cambiamento climatico così radicale e potente da aver plasmato la nostra storia naturale in modi che solo ora stiamo iniziando a comprendere.

L’intuizione dei geologi

Nella seconda metà del XX secolo, alcuni geologi iniziarono a osservare una caratteristica peculiare nelle rocce antiche. Uno degli esempi più notevoli fu rinvenuto nelle Alpi orientali, dove un gruppo di ricerca si concentrò su uno strato di sedimentazione siliclastica, inserito in un contesto carbonatico. Parallelamente, nel Regno Unito, Alastair Ruffell, un eminente geologo e scienziato forense, studiò un particolare strato di roccia grigia incastonato in una celebre formazione rocciosa rossa. Queste analisi, insieme ad altre ricerche condotte in seguito, hanno portato a una sorprendente conclusione: circa 232 milioni di anni fa, il nostro pianeta ha vissuto una transizione drastica da un periodo di estrema siccità a condizioni di piogge torrenziali.

L’evento pluviale carnico

Questo mutamento climatico, noto come l’evento pluviale carnico, è stato confermato attraverso l’esame di formazioni rocciose in diverse parti del globo. Gli studiosi ritengono che la causa di questo fenomeno sia stata un aumento significativo dell’umidità atmosferica, probabilmente scaturito da un’eruzione vulcanica di proporzioni colossali nella Wrangellia Large Igneous Province, un’area che si estende dall’Alaska centro-meridionale fino alla costa della Columbia Britannica.

Danza della Pangea

Durante questo periodo, il supercontinente Pangea era soggetto a intensi monsoni. Questi fenomeni meteorologici si verificano quando masse d’aria umida provenienti dal mare si spostano verso l’entroterra, raffreddandosi e trasformandosi in abbondanti precipitazioni. Secondo lo scienziato Paul Wignall, intervistato da New Scientist, il riscaldamento degli oceani a temperature paragonabili a quelle di una “zuppa calda” ha contribuito all’intensificazione dei monsoni e delle piogge. Molte specie vennero spazzate via da questo drastico cambiamento climatico, ma al suo termine, emersero dei chiari vincitori.

I dinosauri: sovrani del nuovo regno

I dinosauri si rivelarono i principali beneficiari di queste trasformazioni ambientali. Questi giganti preistorici si diffusero rapidamente in tutto il mondo, partendo dal Sud America. Questo evento non solo segnò l’inizio dell’era dei dinosauri, ma influenzò anche l’evoluzione della maggior parte delle specie che oggi costituiscono la fauna terrestre. Tra i sopravvissuti e i nuovi emergenti si annoverano anfibi, tetrapodi, tartarughe, coccodrilli, lucertole e mammiferi.

L’evento pluviale carnico non fu solo un cambio climatico, ma una rivoluzione nella vita sulla Terra. Le piogge abbondanti crearono nuovi habitat, permettendo alle specie di adattarsi e prosperare in modi inimmaginabili. La Pangea, con i suoi monsoni danzanti, si trasformò in un palcoscenico di evoluzione e innovazione biologica.

Oggi, mentre contempliamo i segreti svelati delle rocce antiche, dobbiamo ammirare la resilienza della vita e la sua capacità di adattarsi alle sfide più estreme.

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