Trigliceridi alti, come abbassarli? Ecco cosa mangiare e cosa evitare

I trigliceridi alti sono un fattore di rischio per malattie cardiache, ictus, pancreatite e altri problemi di salute: ecco tante info e consigli utili
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I trigliceridi sono grassi nel sangue essenziali per l’energia: tuttavia, alti livelli, in caso di ipertrigliceridemia, sono associati a rischi cardiovascolari, contribuire all’aterosclerosi, aumentando il rischio di malattie cardiache e ictus. Quali sono i valori normali? Quando sono troppo elevati? Quando preoccuparsi? Come abbassarli? Cosa mangiare e cosa evitare? Fermo restando che consultare un medico è essenziale per valutare e affrontare specificamente le cause individuali e stabilire un piano di trattamento personalizzato, ecco di seguito tante info e consigli utili per il nostro benessere.

Cosa sono i trigliceridi

I trigliceridi sono una forma di grasso nel corpo umano, composta da 3 molecole di acidi grassi legate a una molecola di glicerolo. Questi lipidi svolgono un ruolo chiave nell’accumulo e nel rilascio di energia. I trigliceridi sono presenti nei cibi e vengono sintetizzati nel fegato. Sono immagazzinati nelle cellule adipose e, quando necessario, rilasciano acidi grassi per produrre energia. Livelli elevati di trigliceridi nel sangue possono aumentare il rischio di malattie cardiache. Fattori come dieta, genetica e stile di vita influenzano la loro regolazione.

Trigliceridi alti e bassi, i valori normali

I trigliceridi sono misurati in milligrammi per decilitro (mg/dL) nel sangue. I valori normali di trigliceridi nel sangue sono inferiori a 150 mg/dl. Valori compresi tra 150 e 199 mg/dl sono considerati “al limite” superiore della norma, mentre valori superiori a 200 mg/dl sono considerati alti. Valori superiori a 500 mg/dl sono considerati molto alti e possono aumentare il rischio di pancreatite, una grave infiammazione del pancreas.

I valori bassi di trigliceridi, inferiori a 40 mg/dl, sono rari e generalmente non sono motivo di preoccupazione. Tuttavia, in alcuni casi possono essere indicativi di una condizione sottostante, come la malnutrizione, l’ipertiroidismo o il malassorbimento.

Trigliceridi alti, cause

I trigliceridi alti possono essere causati da diversi fattori. Una dieta ricca di zuccheri e grassi saturi, oltre al consumo eccessivo di alcol, può aumentare i livelli di trigliceridi nel sangue. L’obesità e la mancanza di attività fisica sono correlati all’ipertrigliceridemia. Alcune condizioni mediche, come il diabete, l’ipotiroidismo e le malattie renali, possono contribuire all’aumento dei trigliceridi. La predisposizione genetica svolge un ruolo importante, poiché alcune persone possono ereditare una maggiore propensione a livelli elevati. I farmaci come corticosteroidi, estrogeni e alcuni diuretici possono influenzare i trigliceridi. La gestazione può anche temporaneamente aumentarli. La combinazione di fattori come età, sesso e stile di vita contribuisce a questo quadro.

Affrontare le cause sottostanti, adottare uno stile di vita sano, una dieta equilibrata e, se necessario, farmaci, sono approcci comuni per gestire l’ipertrigliceridemia e ridurre il rischio cardiovascolare. Essenziale è consultare un medico per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato

Trigliceridi alti, sintomi

I trigliceridi alti nel sangue di solito non provocano sintomi evidenti da soli. Tuttavia, l’ipertrigliceridemia è spesso associata a condizioni mediche sottostanti come obesità, diabete o sindrome metabolica, che possono manifestare sintomi quali aumento della sete, aumento della frequenza urinaria e affaticamento. Se i livelli sono estremamente elevati, possono causare pancreatite acuta, caratterizzata da dolori addominali intensi, nausea e vomito. In alcuni casi, piccole escrescenze giallastre sulla pelle, possono svilupparsi intorno agli occhi. Tuttavia, spesso l’unico modo per rilevare l’ipertrigliceridemia è attraverso esami del sangue di routine.

La consapevolezza dei fattori di rischio e la consulenza medica sono fondamentali per la gestione preventiva.

Quando preoccuparsi

I trigliceridi alti sono un fattore di rischio per malattie cardiache, ictus, pancreatite e altri problemi di salute. Per questo motivo, è importante monitorare i livelli di trigliceridi e intervenire se sono alti. In generale, bisognerebbe preoccuparsi se i trigliceridi sono superiori a 200 mg/dl. Valori superiori a 500 mg/dl sono considerati molto alti e possono aumentare il rischio di pancreatite.

Tuttavia, anche valori di trigliceridi inferiori a 200 mg/dl possono essere motivo di preoccupazione se si hanno altri fattori di rischio per malattie cardiache, come l’obesità, il diabete o l’ipertensione.

In questi casi, è importante parlare con il medico per valutare il rischio individuale e decidere se è necessario intervenire per abbassare i trigliceridi.

Trigliceridi alti, come abbassarli: i rimedi

Per abbassare i trigliceridi alti, adottate un approccio che prevede modifiche dello stile di vita. Riducete l’apporto calorico totale, soprattutto da carboidrati semplici e grassi saturi. Favorite una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi. Mantenete un peso corporeo sano attraverso la gestione dell’energia in entrata e uscita. L’esercizio fisico regolare contribuisce al metabolismo lipidico. Evitate l’eccessivo consumo di alcol e smettete di fumare. Monitorate fattori correlati come diabete e ipertensione. La gestione integrata, che coinvolge la vostra consapevolezza e la consulenza medica regolare, è cruciale per prevenire complicanze cardiovascolari. La valutazione medica approfondita identificherà le cause sottostanti, permettendo un trattamento mirato e una gestione personalizzata dei trigliceridi elevati.

I rimedi naturali

Per abbassare i trigliceridi alti con rimedi naturali, è essenziale che apportiate modifiche allo stile di vita e alla dieta. Riducete l’assunzione di zuccheri semplici e carboidrati raffinati, sostituendoli con cibi ricchi di fibre come frutta, verdura e cereali integrali. Favorite grassi sani, come quelli presenti negli oli di pesce, semi di lino e frutta secca, ricchi di acidi grassi omega-3. L’esercizio fisico regolare è cruciale per migliorare il metabolismo lipidico: cercate di praticare almeno 150 minuti di attività moderata a settimana. Limitate il consumo di alcol e smettete di fumare, entrambi fattori che possono influire negativamente sui livelli di trigliceridi. Mantenete un peso corporeo sano attraverso una dieta equilibrata e l’attività fisica.

L’aggiunta di erbe e integratori può essere considerata. La curcuma, ad esempio, è nota per i suoi potenziali benefici antinfiammatori e lipidici. L’aglio può avere effetti positivi sulla riduzione dei trigliceridi e sul miglioramento della salute cardiovascolare. Tuttavia, è fondamentale che consultiate un medico prima di integrare qualsiasi sostanza nella vostra dieta.

Ricordate che la gestione dei trigliceridi richiede un approccio olistico. Anche se i rimedi naturali possono essere utili, è importante collaborare con il vostro medico per monitorare i progressi, valutare la necessità di eventuali terapie aggiuntive e garantire un approccio sicuro e personalizzato alla gestione dell’ipertrigliceridemia.

Trigliceridi alti, come abbassarli? Ecco cosa mangiare e cosa evitare

Per abbassare i trigliceridi alti con la dieta, è importante sapere cosa mangiare e cosa evitare, ed adottare un approccio bilanciato. Favorite alimenti ricchi di acidi grassi omega-3, come pesce grasso (salmone, sgombro, sardine) e semi di lino. Questi grassi sani contribuiscono ad abbassare i trigliceridi. Consumate più fibre attraverso frutta, verdura e cereali integrali, che possono aiutare a controllare i livelli lipidici.

Limitate l’assunzione di zuccheri aggiunti, carboidrati raffinati e alimenti ad alto indice glicemico. Riducete il consumo di bevande zuccherate, dolci e cibi processati. Questi possono innalzare i trigliceridi e contribuire alla resistenza insulinica.

Optate per grassi monoinsaturi, presenti nell’olio d’oliva, avocado e noci. Questi possono avere effetti positivi sulla salute cardiovascolare. Evitate grassi saturi in eccesso, tipici di carni rosse grasse e latticini interi. Riducete l’alcol, che può influire negativamente sui trigliceridi, e smettete di fumare, poiché il tabacco può danneggiare il sistema cardiovascolare.

Un esempio di pasto equilibrato per abbassare i trigliceridi potrebbe essere una porzione di salmone al forno, accompagnata da un’abbondante insalata di verdure miste condita con olio d’oliva extravergine e un contorno di quinoa o farro. Come spuntino, optate per una manciata di frutta secca. Evitate cibi fritti, cibi ricchi di zuccheri aggiunti come dolci e bibite gassate.

Consultare un medico è essenziale per sviluppare un piano dietetico personalizzato. La gestione efficace dei trigliceridi richiede un approccio integrato, compreso il controllo regolare e il monitoraggio sotto la guida di un esperto.


Si tenga presente che le informazioni presenti in questa pagina sono di natura generale e a scopo divulgativo e non sostituiscono in nessun caso il parere del medico, il primo punto di riferimento a cui ricorrere per avere informazioni, chiarimenti, e a cui affidarsi per consigli o esami.

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