Morbillo, ISS: “già 27 casi a gennaio, il 91% non era vaccinato”

Nel 2023, casi di morbillo in netta risalita in Italia: a gennaio 2024, oltre metà contagi segnalata in 3 regioni
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Crescono i casi di morbillo in Italia. “Nel solo mese di gennaio del 2024 ne sono stati segnalati 27, di cui 26 confermati in laboratorio, da sette Regioni“. Lo evidenzia l’aggiornamento del bollettino con la sorveglianza sui casi di morbillo e rosolia in Italia, pubblicato oggi dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Lo stato vaccinale “è noto per 23 casi su 27 (85%), di cui 21 casi (91%) non erano vaccinati al momento del contagio e un caso era vaccinato con 1 dose”, sottolinea il report.

Nel 2024, l’incidenza nazionale è stata pari a 0,5 casi per milione di abitanti. Oltre la metà dei casi è stata segnalata da tre Regioni (Lombardia, Toscana e Lazio). L’incidenza più elevata è stata riportata in Toscana (2,4 casi su milione), seguita dal Lazio e dalla Campania – prosegue il bollettino – Nove dei casi segnalati (33%) sono importati.

L’età mediana dei casi segnalati è pari a 35 anni (range 1- 47 anni) e oltre la metà dei casi (6/11) ha un’età compresa tra 15 e 39 anni. È stato segnalato – evidenzia l’ISS – un caso in un bambino con meno di un anno di età (quindi non idoneo alla vaccinazione). L’incidenza più elevata è stata osservata nella fascia di età 15-39 anni (1,08 per milione), seguita dalla fascia 0-4 anni (0,46 per milione).

Nove casi (33%) “hanno riportato almeno una complicanza, quelle più frequenti sono state diarrea, polmonite e insufficienza respiratoria riportate ciascuna in quattro casi, seguite da epatite-aumento delle transaminasi (3 casi)”.

Morbillo: nel 2023 in netta risalita

Nel 2023, in Italia il sistema di sorveglianza “ha registrato 43 casi di morbillo, in netta risalita rispetto ai 15 del 2022″, sottolinea l’aggiornamento del bollettino morbillo-rosolia dell’ISS. “Il 26% dei casi ha riportato una complicanza, quella più frequente è stata la diarrea, riportata in 6 casi, seguita dalla polmonite (4 casi), dall’insufficienza respiratoria (3 casi), dalla cheratocongiuntivite (3 casi) e dall’epatite o aumento delle transaminasi (3 casi)”, precisa il bollettino.

Nel periodo 1 gennaio-31 dicembre 2023, “si è osservato un aumento negli ultimi quattro mesi dell’anno, con 32 casi segnalati tra settembre e dicembre 2023, rispetto a tre casi nello stesso periodo del 2022. Il 42% dei casi segnalati sono importati – si legge nel bollettino – L’incidenza nazionale è inferiore a un caso su milione di abitanti. A livello regionale, l’incidenza più elevata è stata osservata in Campania. L’età mediana dei casi è 27 anni, ma l’incidenza più elevata è stata osservata nei bambini sotto i 5 anni di età. Il 93% dei casi totali era non vaccinato”. Nella quasi totalità dei casi genotipizzati è stato isolato il genotipo D8.

L’aumento dei casi che si è registrato in Italia è più contenuto rispetto a quello di altri Paesi europei su cui l’Oms ha recentemente lanciato un allarme, ma non va sottovalutato – commenta Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS -. Il morbillo può essere potenzialmente molto pericoloso, specie per i più piccoli, come dimostrano proprio i dati Oms per l’Europa, che riportano 21mila ospedalizzazioni e 5 morti nel 2023. Il vaccino, che è sicuro ed efficace, rimane lo strumento principale a disposizione per contrastare questa malattia”.

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