In un’epoca di cambiamenti climatici sempre più evidenti, il fiume Colorado, un’arteria vitale per il sud-ovest degli Stati Uniti, si trova a fronteggiare una crisi idrica senza precedenti. Secondo una recente e approfondita ricerca, gran parte dell’acqua del Colorado proviene dallo scioglimento delle nevi nei bacini idrografici montuosi del Colorado, Utah e Wyoming. Tuttavia, l’aumento delle temperature minaccia di ridurre drasticamente questi flussi cruciali, portando a conseguenze potenzialmente catastrofiche.
Una crisi in evoluzione
Il Desert Research Institute (DRI), in collaborazione con l’USGS e il Lawrence Berkeley National Laboratory, ha condotto uno studio dettagliato pubblicato su Nature Water. Utilizzando dati storici dell’East River in Colorado e avanzate simulazioni al computer, i ricercatori hanno esaminato l’impatto del riscaldamento globale sul flusso dei corsi d’acqua e sui livelli delle acque sotterranee.
Il fiume Colorado è in condizioni di siccità da decenni, creando tensioni sui diritti idrici in tutto il sud-ovest degli Stati Uniti. Gli scienziati sono rimasti perplessi dal calo dei livelli dei fiumi anche in anni relativamente umidi: nel 2021, il bacino del fiume Colorado superiore ha raggiunto l’80% del manto nevoso normale, ma ha consegnato al fiume solo il 30% della portata media. Gli autori dello studio hanno voluto esaminare in che modo il riscaldamento nei bacini montani potrebbe contribuire a questo fenomeno.
Il sistema complesso e vulnerabile del Fiume Colorado
L’aumento delle temperature altera l’equilibrio tra nevicate e disponibilità di acqua in diversi modi, tra cui una maggiore evaporazione della neve (nota come sublimazione), maggiori precipitazioni che cadono sotto forma di pioggia invece che di neve e uno scioglimento più frequente durante l’inverno.
Gli autori dello studio hanno utilizzato l’East River come fulcro della ricerca perché è rappresentativo delle sorgenti del fiume Colorado, nonché dell’importante infrastruttura di monitoraggio meteorologico e idrico disponibile. Le osservazioni da terra e la mappatura aerea misurano la profondità e la densità del manto nevoso, il deflusso dei corsi d’acqua, la copertura vegetale e i livelli delle acque sotterranee, oltre a molte altre misurazioni in tutto lo spartiacque.
Il ruolo delle acquee sotterranee
Una delle scoperte più preoccupanti dello studio è il ruolo cruciale delle acque sotterranee nel mantenere i flussi del fiume Colorado. Rosemary Carroll, Ph.D., professoressa di ricerca in idrologia del DRI e autrice principale dello studio, ha sottolineato l’importanza delle acque sotterranee nel tamponare gli impatti della siccità a breve termine. Tuttavia, lo studio rivela che, a lungo termine, le acque sotterranee non possono ritornare ai livelli ottimali dopo un singolo anno di siccità.
Quando il livello delle acque sotterranee scende, si perde più flusso d’acqua nella falda freatica. Quando le precipitazioni sono scarse, l’East River smette di scorrere per una parte dell’estate. Naturalmente, ciò avrebbe effetti drammatici sulla salute ecologica e sull’irrigazione agricola.
L’opinione dell’esperto
La ricerca dimostra la necessità di gestire congiuntamente le foreste e le acque sotterranee nel bacino del fiume Colorado superiore, nonché di tenere conto dello scambio di acque superficiali e sotterranee nei bacini montani, per ridurre al minimo il calo dei deflussi a causa dei cambiamenti climatici. “Penso alle acque sotterranee come al tuo conto di risparmio“, spiega Carroll. “Il manto nevoso è come il tuo conto corrente; cambia di anno in anno. Le acque sotterranee sono un investimento a lungo termine: possono appianare gli anni veramente umidi e quelli secchi. Ma se si inizia a ridurre costantemente le acque sotterranee, anno dopo anno, non sarà più possibile modulare questi estremi“.


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