Clima, non solo Francoforte: gli attivisti bloccano l’aeroporto di Oslo

A Oslo, i manifestanti hanno causato lunghe code, bloccando una corsia del check-in

Non solo Francoforte. Anche all’aeroporto di Oslo, in Norvegia, la protesta degli attivisti per il clima ha bloccato i voli oggi, nel secondo giorno di proteste coordinate contro l’uso di combustibili fossili in tutta Europa e Nord America. A Oslo, i manifestanti di Folk Mot Fossilmakta e Scientist Rebellion Norvegia hanno causato lunghe code, bloccando una corsia del check-in con uno striscione che recitava: “percorso rapido per l’eliminazione graduale”. “Preferirei non essere qui oggi, ma non posso più restare a guardare mentre i nostri rappresentanti eletti fanno troppo poco, troppo lentamente”, ha detto Ina Nagler, una ricercatrice sul clima che ha preso parte alla protesta di Oslo.

Gli attivisti di Letzte Generation (Ultima Generazione) hanno causato la cancellazione di circa 270 voli all’aeroporto di Francoforte sui 1.400 programmati nella giornata. La Polizia ha riferito che diversi attivisti sono entrati nel sito la mattina presto e si sono incollati nell’area di sicurezza, causando la sospensione delle operazioni di volo.

Le proteste, che mirano a premere sui governi perché accelerino il passaggio a un’economia pulita, hanno colpito gli aeroporti durante l’inizio della stagione estiva. Ieri mattina gli attivisti hanno interrotto i piani dei viaggiatori negli aeroporti di Helsinki e Barcellona. Oggi sono previste ulteriori proteste aeroportuali negli Stati Uniti e in Canada.

Le critiche

Le proteste hanno attirato le critiche delle autorità. Il gruppo militante Oil Kills ha riferito, secondo quanto riporta il Guardian, che la Polizia ha arrestato 37 dei 91 attivisti coinvolti, di cui 14 ancora in custodia.

Per il Ministro dell’Interno della Germania, la socialdemocratica Nancy Faeser, che governa in coalizione con i Verdi, non sono altro che “azioni stupide, criminali e pericolose. Coloro che bloccano le piste – ha detto via social – non solo rischiano la propria vita, ma mettono anche in pericolo gli altri e danneggiano tutti i viaggiatori”. Gli attivisti di Letzte Generation (Ultima Generazione) rispondono che è la politica climatica del governo, troppo debole per raggiungere gli obiettivi, ad essere “pericolosa e criminale”, riferisce il Guardian.

I governi europei reprimono le proteste sul clima con misure di Polizia e condanne che alcuni esperti di diritti umani considerano “terrificanti”. La settimana scorsa, Roger Hallam, cofondatore di Extinction Rebellion, è stato condannato a cinque anni di carcere per aver pianificato di bloccare l’autostrada M25, l’equivalente del Raccordo Anulare a Londra. La Polizia tedesca ha utilizzato le leggi pensate per combattere la criminalità organizzata per intercettare comunicazioni telefoniche, fare irruzione nelle case, congelare conti bancari e mettere gli attivisti in custodia preventiva. Per Faeser, “questi atti devono essere puniti più severamente. Abbiamo proposto pene detentive più severe”.

Gli attivisti chiedono ai governi dei Paesi ricchi di lavorare insieme per stabilire un trattato giuridicamente vincolante per fermare l’estrazione e la combustione di petrolio, gas e carbone entro il 2030, oltre a sostenere i Paesi più poveri nella loro transizione verso la decarbonizzazione.

Manifestazioni anche a Stoccarda

Oggi Letzte Generation ha preso di mira anche l’aeroporto di Stoccarda, con diversi attivisti che hanno protestato all’interno del terminal, mentre i passeggeri partivano per le vacanze estive. Le operazioni di volo non sono state influenzate, ha detto un portavoce dell’aeroporto, mentre i manifestanti sono saliti su piattaforme elevate come le biglietterie in due terminal. La Polizia ha riportato che otto persone sono state coinvolte nella protesta pacifica.

Letzte Generation si è assunta la responsabilità dell’azione, affermando di voler protestare contro la crescita del traffico aereo, la strategia climatica dell’aeroporto e la mancata uscita del governo tedesco dai combustibili fossili.