Nella metropoli di San Paolo, in Brasile, è stato registrato per il terzo giorno consecutivo il peggior indice di qualità dell’aria al mondo. Con il punteggio di 184 stabilito dal portale svizzero specializzato in queste misurazioni – IQAir -, la città sudamericana supera di oltre il doppio i livelli registrati in metropoli con una lunga storia di inquinamento come Nuova Delhi in India e Lahore in Pakistan. A causa della concentrazione di particolati inquinanti nell’atmosfera superiore di oltre 20 volte al valore raccomandato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (102 µg/mü), l’aria di San Paolo è considerata “insalubre“.
A testimoniare i rischi per la salute ci sono i numeri divulgati dall’assessorato alla Sanità secondo cui dal mese di agosto alla prima settimana di settembre, la città ha registrato 1.523 casi di sindrome respiratoria acuta grave (Srag) e 76 decessi derivanti dalla malattia.
Responsabile di queste condizioni dell’aria è la combinazione tra un’ondata di calore estremo, la peggiore siccità della storia e la presenza nell’atmosfera di fitta coltre di fumo generata dall’ondata senza precedenti di incendi boschivi che interessa gran parte del Paese dalla metà del mese scorso.


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