Un punto sulle attività di ricerca dei pozzi esistenti e un piano d’azione per incrementare la dotazione idrica della città di Agrigento. È l’esito dell’incontro che si è svolto oggi al Comune di Agrigento tra il sindaco, Francesco Miccichè, e il capo della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina. “Il reperimento dei pozzi costituisce un rimedio a breve termine, concretizzabile più rapidamente per tamponare l’emergenza in corso – ha sottolineato Miccichè -. Le soluzioni più a lungo termine, invece, sono i dissalatori, per i quali il capo della Protezione Civile, Salvo Cocina, ha ribadito il relativo impegno assunto dal Presidente Schifani con lo stanziamento di 90 milioni di euro nell’Accordo di coesione firmato a maggio con il Premier Meloni. Nel frattempo abbiamo accolto con estremo favore l’anticipo di 10 milioni di euro con l’assestamento di bilancio, annunciato dal Presidente Schifani, per anticipare, entro il 2024, l’avvio dei lavori per il rifacimento della rete idrica di Agrigento, finanziati all’interno dello stesso Fsc per 37 milioni di euro”.
Per il sindaco di Agrigento, “il confronto di oggi testimonia che mai come adesso ‘l’unione fa la forza’ e che una collaborazione sinergica e costante tra tutte le parti preposte a ricercare le migliori soluzioni è la ricetta più adatta per raggiungere risultati concreti e duraturi”.
Cocina aveva prima effettuato un sopralluogo a Porto Empedocle con il dirigente generale del Dipartimento regionale tecnico, Duilio Alongi, il capo del Genio civile, Rino La Mendola, il capo della Protezione Civile regionale sezione Agrigento, Calogero Crapanzano, e tecnici specializzati per definire quanto necessario alla riattivazione del dissalatore. “Ho confermato la disponibilità della Regione – ha aggiunto Cocina – a continuare a collaborare con il Comune di Agrigento, così come fatto in queste settimane per la ricerca dei pozzi e consentirne la riattivazione oltre a quelli già finanziati ad Aica. Importante è individuare nuove risorse idriche e immettere acqua in rete a prescindere se lo fanno, in via straordinaria, i Comuni e i sindaci come autorità di Protezione Civile o, in via ordinaria, il gestore idrico, sempre con la condivisione dell’Assemblea territoriale idrica. L’emergenza attuale – conclude Cocina – impone a tutti il massimo impegno per mitigarne le gravi conseguenze della siccità sulla popolazione“.


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