Le immagini sonar che sembravano mostrare il relitto dell’aereo di Amelia Earhart, disperso da quasi un secolo, si sono rivelate un falso allarme. Dopo un’indagine durata 11 mesi, la società di esplorazione marina Deep Sea Vision ha confermato che quelle immagini, scattate a quasi 5mila metri di profondità nel Pacifico, rappresentano un semplice agglomerato di rocce, e non il leggendario aereo scomparso.
La scoperta e l’entusiasmo iniziale
A gennaio 2024, il team di Deep Sea Vision aveva annunciato la scoperta di una struttura sommersa a circa 160 km da Howland Island, un piccolo atollo del Pacifico centrale. Le immagini sonar mostravano una forma compatibile con il Lockheed Electra 10E, l’aereo pilotato da Earhart durante il suo fatidico tentativo di circumnavigazione del globo nel 1937. Gli esperti della compagnia avevano notato particolari come i 2 stabilizzatori verticali della coda, tipici del modello di aereo di Earhart, che sembravano emergere chiaramente nelle immagini.
Le speranze erano alte. Tony Romeo, pilota ed esperto di esplorazioni marine, aveva dichiarato che quelle immagini potevano rappresentare un passo avanti decisivo nella risoluzione di uno dei più grandi misteri del XX secolo. Tuttavia, gli scettici, come il gruppo The International Group for Historic Aircraft Recovery (TIGHAR), avevano espresso dubbi fin dall’inizio.
Il verdetto finale
Dopo aver analizzato ulteriormente il sito durante una nuova spedizione, il team di Deep Sea Vision ha rivelato che la struttura identificata era in realtà una formazione naturale di rocce. L’azienda ha ufficializzato la notizia lo scorso 6 novembre, pur confermando la volontà di proseguire nella ricerca.
“Il mistero si infittisce, e ancora non abbiamo alcuna prova concreta della scomparsa di Amelia Earhart,” si legge nella dichiarazione della compagnia.
La scomparsa di Amelia Earhart, un mistero lungo 87 anni
Amelia Earhart e il suo navigatore Fred Noonan scomparvero il 2 luglio 1937, durante un volo tra Lae, in Papua Nuova Guinea, e Howland Island. L’aereo, lungo quanto un autobus e alimentato da 2 motori, non arrivò mai a destinazione, e le comunicazioni radio si interruppero.
Nonostante decenni di ricerche, che includono moderne tecnologie di sonar e imaging laser, nessun relitto è mai stato identificato con certezza. L’ultimo tentativo di Deep Sea Vision ha coperto un’area di oltre 13.700 km quadrati, ma il mistero rimane irrisolto.
L’impresa di Amelia Earhart e il fascino di un mistero senza tempo
La scomparsa di Amelia Earhart continua a stimolare l’immaginazione di storici, esploratori e appassionati. L’impresa di Earhart, che fu la prima donna a volare in solitaria attraverso l’Atlantico, la consacrò come un’icona globale dell’aviatore e dell’emancipazione femminile. Il mistero della sua scomparsa, però, rappresenta anche una sfida e un promemoria della vastità inesplorata degli oceani.




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