Le Isole Faroe e l’Islanda, due mete chiave della colonizzazione vichinga, raccontano una storia genetica complessa e inaspettata. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Frontiers in Genetics e guidato da Christopher Tillquist, professore associato presso l’Università di Louisville, nel Kentucky. L’analisi genetica rivela che i coloni vichinghi di queste regioni non condividevano un’origine omogenea, bensì provenivano da pool genetici distinti all’interno della Scandinavia.
L’insediamento nelle Faroe: un mosaico di origini
Gli antichi vichinghi, noti per il loro spirito esplorativo, si insediarono nelle Isole Faroe tra il IX e il X secolo d.C., come narrato nella Freyinga Saga, secondo cui un capo vichingo di nome Grímur Kamban guidò il primo insediamento stabile. Tuttavia, le ricerche di Tillquist hanno rivelato che questi coloni maschili provenivano da diverse popolazioni scandinave, confermando che “le Isole Faroe furono colonizzate da un gruppo eterogeneo di coloni maschi”.
L’analisi ha coinvolto il genotipo di 139 uomini delle isole Faroe e lo ha confrontato con i genotipi di 412 uomini provenienti da Norvegia, Svezia, Danimarca, Islanda e Irlanda. I risultati mostrano che i genotipi delle Faroe sono simili a quelli della Scandinavia continentale, mentre quelli islandesi presentano caratteristiche uniche e geneticamente distinte.
Un metodo innovativo per tracciare il passato genetico
Per analizzare questa diversità, gli scienziati hanno utilizzato un metodo innovativo chiamato “Mutational Distance from Modal Haplotype“, che permette di individuare variazioni nei polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) all’interno dei loci STR. Questa tecnica ha rivelato un “effetto fondatore”, ovvero la perdita casuale di diversità genetica dovuta alla colonizzazione da parte di un numero limitato di individui. Tale effetto persiste nel patrimonio genetico maschile moderno delle Faroe e dell’Islanda.
“Gli scienziati hanno a lungo ipotizzato che le Isole Faroe e l’Islanda fossero entrambe colonizzate da popolazioni norvegesi simili; tuttavia, la nostra nuova analisi ha dimostrato che queste isole sono state fondate da uomini provenienti da diversi pool genetici all’interno della Scandinavia“, spiega Tillquist. Mentre i coloni delle Faroe erano rappresentativi di una gamma più ampia di origini scandinave, quelli islandesi risultano essere geneticamente più distinti.
Le implicazioni: una storia vichinga più complessa
“L’espansione vichinga nell’Atlantico settentrionale è stata più complessa di quanto si pensasse in precedenza“, sottolinea Tillquist. La ricerca evidenzia che “ogni nave lunga che salpava per queste isole lontane trasportava non solo vichinghi, ma anche distinti lasciti genetici“. Inoltre, i dati mostrano che “non sembra che ci siano stati incroci successivi tra queste due popolazioni, nonostante la loro vicinanza geografica“.
Secondo Tillquist, i risultati riscrivono la storia dell’espansione vichinga. “Ora possiamo tracciare questi viaggi separati di conquista e insediamento, rivelando una storia più sfumata dell’esplorazione vichinga di quella raccontata dai libri di storia“. Questo studio rappresenta un passo significativo nella comprensione del complesso mosaico genetico lasciato dai vichinghi nel Nord Atlantico.