COP29, bozza di accordo: tensioni sulle finanze climatiche e obiettivi ambiziosi, ma il rischio di fallimento è imminente

"Questa non può e non deve essere la nostra risposta alla sofferenza di milioni di persone nel mondo"

Nessuna cifra definitiva sulla finanza climatica è stata presentata nella bozza d’accordo emersa durante la notte alla COP29, il vertice delle Nazioni Unite che si sta svolgendo a Baku, in Azerbaigian. Nonostante il progresso relativo, la bozza è stata giudicata “troppo vago” dai negoziatori, con poche informazioni sui finanziamenti destinati ai Paesi in via di sviluppo. Questi Paesi, impegnati nella transizione verso le energie rinnovabili e nell’adattamento ai cambiamenti climatici, sono al centro del dibattito durante questa Conferenza mondiale sul clima.

Abbiamo bisogno di più chiarezza sui finanziamenti per i Paesi in via di sviluppo“, affermano i partecipanti, mentre la grande questione rimane quella dei contributi dei Paesi ricchi. La distanza tra i 1.300 miliardi di dollari richiesti dai Paesi in via di sviluppo e i “centinaia di miliardi” offerti dai Paesi industrializzati è ancora notevole. La questione, dunque, resta aperta: quanto saranno disposti a versare i Paesi più ricchi?

Hoekstra (UE): “La bozza della COP29 è inaccettabile”

Il testo come è ora è chiaramente inaccettabile. Mi dispiace dirlo, ma per noi c’è ancora molto lavoro da fare per la presidenza e per tutte le parti coinvolte“, ha dichiarato il commissario europeo all’Energia, Wopke Hoekstra, durante la COP29 di Baku. Il politico olandese ha sottolineato l’importanza di un impegno maggiore, dicendo: “Sulla mitigazione, non possiamo accettare che in apparenza per alcuni la precedente COP non sia mai avvenuta. Quello che avevamo in agenda non era soltanto ribadire l’EU Consensus sulla mitigazione, ma potenziarlo e renderlo operativo. Ma questo testo va nella direzione opposta. Questo non è accettabile“.

Riguardo alla finanza climatica, Hoekstra ha aggiunto: “Quello che dobbiamo fare qui è garantire di avere un’infrastruttura molto migliore. Noi abbiamo bisogno di più chiarezza anche sul finanziamento del settore pubblico per l’adattamento, su quali elementi dobbiamo tenere in conto per arrivare a un numero che abbia significato.”

I Paesi insulari: “Non possiamo smentire l’Accordo di Parigi”

Cedric Schuster di Samoa, a nome dell’alleanza AOSIS che riunisce le isole vulnerabili al cambiamento climatico, ha parlato con fermezza alla plenaria della COP29. “Il tempo dei giochi politici è finito. Non possiamo prendere una decisione che va contro l’Accordo di Parigi“, ha dichiarato Schuster, esprimendo la posizione delle isole vulnerabili, che chiedono azioni concrete per contrastare i cambiamenti climatici che minacciano la loro esistenza.

Guterres: “Il fallimento non è un’opzione”

Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha parlato con determinazione riguardo al futuro dell’accordo sulla finanza climatica, dichiarando: “Le delegazioni e la Presidenza della COP stanno lavorando duramente per trovare un terreno comune. Ma, come ho detto nel mio discorso di apertura, il tempo stringe“. Guterres ha percepito una “certa propensione all’accordo” tra le parti, ma ha anche evidenziato che “le differenze restano” e che c’è bisogno di “una grande spinta per portare le discussioni oltre il traguardo“.

Il fallimento non è un’opzione“, ha aggiunto, enfatizzando che un esito negativo a Baku potrebbe avere effetti devastanti. “Quello che serve è chiaro: un accordo su un nuovo ambizioso obiettivo di finanziamento del clima a Baku“, ha concluso, ribadendo l’urgenza di un impegno concreto per i Paesi in via di sviluppo.

Guterres cita i Guns N’ Roses: “Percepisco un ‘appetito per l’accordo'”

Nel corso dei negoziati, Guterres ha mostrato ottimismo, ma ha anche richiesto maggiore impegno, citando il famoso album dei Guns N’ Roses “Appetite for Destruction“. “Percepisco un ‘appetito per l’accordo’. Le aree di convergenza si stanno mettendo a fuoco. Ma le differenze rimangono. Abbiamo bisogno di una spinta maggiore per portare la discussione sulla linea del traguardo“, ha detto il segretario generale, mostrando ancora una volta la sua determinazione per un risultato positivo.

Non è la prima volta che Guterres fa riferimento alla musica rock: tre anni fa, alla COP26 di Glasgow, aveva paragonato il riscaldamento globale a una “autostrada per l’inferno“, citando la canzone “Highway to Hell” degli AC/DC.

G77+China: “I Paesi sviluppati non rispondono alle nostre richieste”

Adonia Ayebare, rappresentante del G77+Cina, ha espresso delusione per la mancata risposta da parte dei Paesi sviluppati riguardo alle richieste di finanziamenti per il clima. “Come Paesi del G77+Cina abbiamo presentato una cifra chiara di quello che serve ai Paesi in via di sviluppo per la finanza climatica, ed è 1.300 miliardi di dollari all’anno. Ma c’è delusione fra di noi perché finora i Paesi sviluppati non hanno risposto a questa cifra“, ha detto Ayebare durante la plenaria della COP29.

Germania: “Non può essere questa risposta alla sofferenza di milioni di persone”

La ministra dell’Ambiente tedesca, Steffi Lemke, ha dichiarato alla plenaria della COP29 che la Germania si allinea pienamente alla posizione dell’Unione Europea. “Siamo profondamente delusi dal testo sulla mitigazione uscito questa mattina. L’attuale testo non offre alcun progresso, nessun segnale sulle aspettative di NDC ambiziosi, a parte un ottimo linguaggio, né uno spazio per discutere l’ambizione collettiva degli NDC da presentare l’anno prossimo“, ha affermato.

Lemke ha aggiunto: “Questa non può e non deve essere la nostra risposta alla sofferenza di milioni di persone nel mondo. Dobbiamo fare di meglio. Vogliamo vedere dei messaggi chiari sui prossimi impegni climatici, riduzioni assolute delle emissioni a livello economico in linea con 1,5 gradi. Abbiamo bisogno di un invito a eliminare gradualmente tutti i sussidi ai combustibili fossili che non affrontano la povertà energetica o la transizione nel più breve tempo possibile“.