COP29, grande svolta in arrivo: bozza con il nuovo obiettivo finanziario pronta per domani sera

"Occhi puntati su Rio già su martedì mattina. Sembra che la Presidenza abbia già in predicato di preparare una bozza"

La Cop29 di Baku è nel pieno della sua seconda settimana di lavori e la discussione sulla finanza climatica è al centro del dibattito. Jacopo Bencini, presidente di Italian Climate Network, ha condiviso con Gea alcuni dei principali temi su cui si sta concentrando l’attenzione, evidenziando le incertezze sui dettagli relativi ai finanziamenti per il clima. “I nodi di questa Cop sono diversi: c’è la cifra, c’è la modalità in cui la cifra si eroga, ci sono anche i time-frame, quindi le prospettive temporali di erogazione“, ha dichiarato Bencini. “Si parla di un’erogazione annuale su 5 anni, annuale su 10 anni, oppure semplicemente degli obiettivi annuali entro una data non prestabilita. Su questo ancora niente è stato deciso. Bisogna anche capire se c’è una percentuale obbligatoria di finanza pubblica o meno, ma anche se muovere una cifra annualmente rispetto a un obiettivo e quindi per quanto bisogna dividere la cifra complessiva. Questo è un po’ il centro della discussione e tutti e tre gli aspetti stanno insieme alla fine, perché non si può costruire il quantum senza sapere su quanto tempo è spalmato.”

Il tema dei finanziamenti per il clima resta cruciale, con cifre come quelle indicate dalla Standing Committee on Finance, che ha parlato di un fabbisogno di 6.000 miliardi di dollari per il finanziamento degli NDC dei Paesi del Global South. Tuttavia, Bencini osserva che la Cina ha abbassato le aspettative su tali numeri, puntando a cifre inferiori, ma con l’ambizione di mantenere alta la posta. “La cosa più a portata di mano è l’indicazione dei 6.000 miliardi di dollari di necessità per lo sviluppo degli NDC dei paesi Global South evidenziato dalla Standing Committee on Finance all’inizio della Cop, che potrebbe tradursi, come dicono i cinesi in particolare, in 1.000 miliardi o 1.300 miliardi all’anno da mobilitare. Questo però è chiaramente un obiettivo di frontiera, che la Cina continua a mettere sul tavolo puntando a qualcosa di meno, tenendo però alta l’ambizione iniziale“, ha spiegato Bencini.

La questione della mitigazione e l’incertezza sui finanziamenti

L’apertura della discussione sulla mitigazione all’interno della Cop29 è un altro sviluppo importante. Come ha dichiarato Bencini, “Bisogna capire come la mitigazione può finire nel pacchetto del nuovo obiettivo finanziario globale. E’ notizia di veramente pochi minuti fa che il filone di lavoro sulla mitigazione dentro questa Cop sembra essere stato riaperto dalla presidenza, lasciando quindi un po’ di sfogo politico anche ai desiderata dell’Unione europea, che vorrebbe un testo finale della Cop più bilanciato possibile senza parlare solo di finanza.” Nonostante le sfide, l’Unione Europea cerca di mantenere un approccio equilibrato, sebbene le preoccupazioni riguardanti la capacità dei Paesi di sostenere questo sforzo con i bilanci pubblici siano evidenti. “Sembra evidente a tutti che la risposta sia no“, ha sottolineato Bencini.

Le parole di Antonio Guterres e la pressione sul G20

In un contesto di stallo nelle negoziazioni, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha lanciato un appello forte e chiaro ai leader del G20, riuniti a Rio de Janeiro, affinché usino la loro leadership per sbloccare la situazione. “Il fallimento non è un’opzione. Un risultato positivo della COP29 è ancora a portata di mano, ma richiederà leadership e compromessi da parte dei Paesi del G20“, ha dichiarato Guterres, sottolineando che i colloqui sul clima delle Nazioni Unite sono al punto critico. L’appello si concentra sulla necessità di “compromessi” per superare le difficoltà nei negoziati, come indicato anche dal capo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, Simon Stiell, che ha esortato a “fermarsi con i teatrini” e ad “mettersi al lavoro” per ottenere risultati concreti.

L’adattamento climatico e la prospettiva dei finanziamenti

La discussione sui finanziamenti per l’adattamento ai cambiamenti climatici è sempre più centrale. Simon Stiell ha fatto notare che i costi di adattamento potrebbero raggiungere i 560 miliardi di dollari l’anno entro il 2050, un dato che si traduce in una sfida finanziaria enorme per i Paesi in via di sviluppo, che sono anche i più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. “I costi di adattamento stanno salendo alle stelle per tutti, soprattutto per i Paesi in Via di sviluppo – rileva – i loro costi potrebbero salire a 340 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, arrivando fino a 565 miliardi di dollari all’anno entro il 2050“, ha affermato Stiell, esprimendo preoccupazione per il gap finanziario che persiste. “Non dimentichiamolo mai: queste cifre sono la differenza tra la sicurezza e i disastri che distruggono la vita di miliardi di persone.”

La posizione dell’Unione Europea sulla decarbonizzazione

Nel dibattito sulla decarbonizzazione, Gianni Murano, presidente di Unem, ha sottolineato l’importanza di sviluppare tutte le soluzioni tecnologiche necessarie per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. “L’obiettivo di questo lavoro – ha sottolineato – è evidenziare come per traguardare la neutralità carbonica entro il 2050 sarà necessario sviluppare tutte le soluzioni tecnologiche che sono in grado di dare un contributo concreto alla decarbonizzazione dei trasporti. E’ essenziale evitare posizioni ideologiche che non tengono conto del reale contesto tecnologico e che possono generare contraccolpi economici e sociali.” L’inclusione di tecnologie diversificate per affrontare la sfida climatica è fondamentale, come evidenziato anche da Margherita Palladino di Anita, che ha aggiunto che “la pluralità tecnologica deve trovare adeguato riconoscimento nel regolamento europeo che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei nuovi veicoli pesanti.”

Il futuro finanziario della Cop29: uno sguardo a Rio

Concludendo la giornata, Jacopo Bencini ha fatto il punto sulla situazione finanziaria in vista della plenaria di aggiornamento di martedì. “Occhi puntati su Rio già su martedì mattina. Abbiamo visto che è stata convocata una plenaria di stocktake, quindi di aggiornamento qui a Cop29 per domani sera e sembra che la Presidenza abbia già in predicato di preparare una bozza sul nuovo obiettivo finanziario globale entro quella plenaria di domani sera, quindi chiaramente con un output già ricevuto da Rio“, ha commentato Bencini, ribadendo l’importanza di una decisione tempestiva per accelerare i progressi verso un nuovo obiettivo finanziario globale.

La Cop29 sta affrontando una serie di sfide complesse, ma la speranza di un accordo che possa davvero fare la differenza per il futuro del clima e per le generazioni a venire rimane alta.