COP29, WWF: “l’accordo finale sulla finanza è una battuta d’arresto”

"Inaccettabile che la COP29 non invii un messaggio forte sulla necessità di ridurre le emissioni e di eliminare i combustibili fossili

L’esito della COP29 rischia di ritardare l’azione per il clima proprio nel momento in cui è più importante accelerarla: è quanto afferma il WWF in una nota. Dopo due settimane di negoziati tesi e polarizzati, si è giunti ad un accordo sui finanziamenti per il clima che non si avvicina minimamente a soddisfare le esigenze dei Paesi in via di sviluppo. Inoltre, questa COP non è riuscita a inviare un segnale forte sulla necessità di ridurre rapidamente le emissioni e di eliminare i combustibili fossili. Manuel Pulgar-Vidal, responsabile globale Clima ed Energia del WWF, ex ministro dell’Ambiente e presidente della COP20, ha dichiarato: “Il mondo è stato tradito da questo debole accordo sui finanziamenti per il clima. In un momento cruciale per il Pianeta, questo fallimento minaccia di far regredire gli sforzi globali per affrontare la crisi climatica. E rischia di lasciare le comunità vulnerabili esposte a un’escalation di catastrofi climatiche. È un duro colpo all’azione per il clima, ma non deve bloccare le soluzioni di cui c’è un disperato bisogno in tutto il mondo. La scienza non cambia: dobbiamo accelerare l’azione in questo decennio per evitare che il cambiamento climatico vada fuori controllo. Tutti i leader delle nazioni e del mondo delle imprese hanno la responsabilità di farsene carico, di andare oltre i parametri dell’accordo raggiunto e di fornire livelli di finanziamento sufficienti per realizzare i cambiamenti trasformativi necessari. Questo cattivo accordo non deve trattenerci. Dobbiamo investire nel nostro futuro collettivo. Il WWF continuerà a lavorare per contribuire a far sì che questo processo multilaterale, che ha già dimostrato la sua resilienza in passato, venga rafforzato e possa fornire i risultati di cui il mondo ha bisogno“.

Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed energia del WWF Italia, ha dichiarato: “Nell’anno in cui si stanno decidendo i nuovi piani climatici nazionali, è inaccettabile che la COP29 non invii un messaggio forte sulla necessità di ridurre le emissioni e di eliminare i combustibili fossili, garantendo che la transizione venga sostenuta da finanziamenti adeguati. I Paesi non devono permettere che questo terribile risultato distolga l’attenzione dall’urgente necessità di aumentare gli obiettivi di riduzione delle emissioni, di portare avanti la transizione energetica e di adattarsi alle conseguenze dell’aumento delle temperature. Se i Paesi sviluppati non andranno ben oltre questo obiettivo finanziario, rendendo concreta la tabella di marcia da 1.300 miliardi di dollari da Baku a Belém, le comunità vulnerabili saranno sempre più esposte a impatti climatici devastanti e la finestra per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C si chiuderà. I negoziati hanno anche inviato segnali deboli sulla necessità di accelerare l’azione sul legame clima e natura, nonostante siano inestricabilmente legati. Insomma, una COP della quale ricorderemo la gentilezza dei tanti volontari allo Stadio di Baku, ma non certo i risultati. Questo nonostante i continui e gravi segnali d’allarme che la crisi climatica ci manda“.