Angela Merkel, in un’intervista allo Spiegel, ha spiegato le motivazioni dietro la sua decisione di non bloccare il controverso progetto Nord Stream 2 nel 2014, nonostante l’annessione della Crimea da parte della Russia. L’ex cancelliera tedesca ha chiarito che la sua priorità era garantire gas a basso costo all’economia tedesca. “Io ho visto come mio compito quello di procurare all’economia tedesca gas economico“, ha affermato, aggiungendo: “Vediamo quali sono le conseguenze del caro energia per il nostro Paese“.
Merkel ha inoltre difeso la scelta definendola politicamente sensata, spiegando che il progetto era volto a mantenere un legame con Vladimir Putin, nell’ottica di incentivare la Russia a trarre vantaggio da un maggiore benessere economico. “Putin ha sempre avuto dei tratti dittatoriali“, ha sottolineato, pur non credendo che il leader russo avesse già nel 2000 l’intenzione di invadere l’Ucraina. “Questo è più uno sviluppo rispetto al quale anche noi come Occidente dobbiamo chiederci se abbiamo fatto tutto bene“.
Riflettendo sul passato, l’ex cancelliera ha espresso rammarico per la mancanza di coesione all’interno dell’Occidente, ritenendo che una maggiore unità avrebbe potuto fare la differenza: “Non siamo stati così forti come avremmo potuto essere“.
Le parole di Merkel riaprono il dibattito sulle scelte politiche che hanno caratterizzato il rapporto tra Germania e Russia, mettendo in luce l’importanza di decisioni che, seppur prese in un contesto economico, hanno avuto profonde implicazioni geopolitiche.


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