Il petrolio chiude in calo a New York. Il West Texas Intermediate (Wti) con consegna a dicembre chiude in flessione di 1,68 dollari (-2,45%) a 67,02 dollari al barile. A Londra il Brent per gennaio è sceso di 1,52 dollari (-2,09%) a 71,04 dollari al barile. A ottobre-novembre il prezzo del gas in Europa è arrivato a 40 euro/mwh, un balzo del +57% dai 26 euro di febbraio, che agisce al rialzo sui prezzi dell’elettricità pagati da famiglie e imprese italiane. Viceversa, il prezzo del petrolio è più moderato rispetto ai picchi della prima parte del 2024 (85-90 dollari al barile), continuando ad oscillare tra 74 e 76 dollari da settembre a novembre. E’ quanto rileva il Centro Studi di Confindustria nella congiuntura flash di novembre.
Le parole di Gentiloni
La Commissione europea aggiorna le previsioni della scorsa primavera: tra 2024 e 2025 il gas costerà di più, il petrolio di meno. Lo spiega il commissario all’Economia Paolo Gentiloni presentando le previsioni d’autunno. I prezzi all’ingrosso dell’elettricità, evidenzia, dovrebbero alzarsi leggermente rispetto al previsto nel 2024 ma abbassarsi nel 2025. “È importante notare che i prezzi del gas” al Ttf (Title Transfer Facility, il mercato di riferimento europeo con sede ad Amsterdam), “e dell’elettricità dovrebbero diminuire nel 2026, rispetto ai livelli del 2025”.
I prezzi del petrolio “sono scesi dalla primavera, appesantiti dalla debolezza della domanda cinese, e i futures indicano ulteriori cali”, evidenzia Gentiloni. La recente volatilità del Brent, il greggio di riferimento europeo, continua, va ricondotta alle preoccupazioni per i tagli alla produzione dell’Opec+ e all’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, il graduale calo dei prezzi nel corso dell’estate ha portato la media annuale “su un percorso di ribasso nell’orizzonte di previsione”.



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