Siccità, Coldiretti Puglia: -73% di scorte idriche rispetto al 2023

"Le precipitazioni sono importanti per ripristinare le scorte di acqua negli invasi e nei terreni asciutti"

La pioggia e la neve possono salvare la Puglia dalla siccità dopo il caldo anomalo che ha causato gravi sintomi di stress idrico, con i quantitativi di acqua negli invasi che segnano -92 milioni di metri cubi, pari a -73% di scorte idriche rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso“: è quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Anbi, in relazione agli effetti delle piogge a macchia di leopardo in Puglia e delle nevicate nel Foggiano. “Uno scenario che si aggrava pesantemente ai danni dell’agricoltura pugliese che ha perso già il 50% del cibo e dei prodotti simbolo della Dieta Mediterranea, ma l’emergenza è anche per l’uso potabile, con la riduzione della pressione nella distribuzione della rete idrica che porta acqua nelle case“. “Importante è infatti – sottolinea Coldiretti regionale – che il cambiamento climatico sia progressivo, senza ondate di freddo estremo e gelate improvvise ma anche manifestazioni violente che distruggono le coltivazioni, come la grandine. Le precipitazioni sono importanti per ripristinare le scorte di acqua negli invasi e nei terreni asciutti. Anche la pioggia deve cadere in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti“.

La grandine invece è l’evento climatico avverso più temuto dall’agricoltura in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni in campo, perché colpisce frutta e ortaggi in modo da provocarne la caduta o danneggiandoli in modo tale da impedirne la crescita o lasciando deformazioni tali da renderli non adatti alla commercializzazione“, sottolinea Coldiretti. “Un evento climatico avverso che si ripete sempre con maggiore frequenza ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis“.