La rete SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano) svolge un ruolo cruciale nel monitoraggio delle precipitazioni e nella valutazione del loro impatto sull’accumulo di riserve idriche negli invasi siciliani. Due stazioni meteorologiche, in particolare, risultano strategiche per l’analisi delle precipitazioni nei bacini afferenti all’invaso Ancipa: Caronia Pomiere, situata a 1470 metri sul livello del mare, e Cesarò Monte Soro, a 1840 metri, entrambe localizzate nella provincia di Messina.
La stazione Caronia Pomiere si trova al margine del bacino del Torrente Troina, dove è ubicata la diga Ancipa, mentre la stazione è collocata nei pressi del bacino del Torrente Cutò, le cui acque vengono parzialmente deviate verso l’invaso tramite una galleria allacciante. Tuttavia, la posizione di queste stazioni sullo spartiacque dei Nebrodi complica la valutazione degli effetti delle piogge. Le precipitazioni in quest’area sono spesso influenzate da marcati effetti orografici, che determinano variazioni spaziali significative negli accumuli, con differenze talvolta nette tra i versanti sopravento e sottovento.

Un dato interessante emerge dalla stazione Cesarò Vignazza, che ha registrato un accumulo di 50,4 mm di pioggia, pur essendo collocata fuori dai bacini di interesse per l’invaso Ancipa. Questo dato suggerisce che precipitazioni significative si sono verificate anche sul versante sottovento, contribuendo potenzialmente alla produzione di deflussi verso l’invaso stesso.
Nelle ultime 120 ore, le stazioni Caronia Pomiere e Cesarò Monte Soro hanno registrato accumuli di precipitazioni rispettivamente pari a 102,0 mm e 105,8 mm. Tuttavia, gran parte di queste precipitazioni si è verificata in forma nevosa. Solo con il successivo scioglimento, reso possibile dal rialzo delle temperature sopra lo zero, è stato possibile stimare l’entità complessiva delle precipitazioni. Questo aspetto rappresenta una sfida per i pluviometri non riscaldati, come quelli in uso in entrambe le stazioni, poiché parte della neve può superare il bordo del pluviometro e non essere contabilizzata durante il successivo scioglimento.
Particolarmente rilevante è il caso della stazione Cesarò Monte Soro, dove la frazione nevosa delle precipitazioni è stata più significativa. Nelle prime ore del 2 dicembre, il nivometro ha registrato un manto nevoso che ha raggiunto i 28 cm di altezza in alcuni momenti. Ciò conferma la possibilità che i dati misurati sottostimino le reali precipitazioni, evidenziando la necessità di interpretare con cautela i valori registrati.
Secondo le convenzioni SIAS, i dati relativi alle precipitazioni non rilevate a causa della neve e quelli originati dallo scioglimento nevoso non vengono validati e, di conseguenza, non entrano nel database ufficiale dei dati validi. Tuttavia, questi dati restano tracciati come non validi, consentendo un’analisi integrativa utile per interpretazioni approfondite.
L’analisi delle precipitazioni nei bacini dei Nebrodi, nonostante le difficoltà operative legate alle condizioni ambientali, rimane essenziale per comprendere i processi idrologici e pianificare una gestione efficace delle risorse idriche nell’invaso Ancipa, in un contesto caratterizzato da una crescente variabilità climatica.




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