Crescono le richieste di boicottaggio nei confronti di Arla Foods dopo l’annuncio di una sperimentazione su un controverso additivo alimentare destinato a ridurre le emissioni di metano delle mucche. La multinazionale danese-svedese, che possiede la più grande cooperativa lattiero-casearia del Regno Unito, ha rivelato il 26 novembre di collaborare con importanti rivenditori britannici come Morrisons, Aldi e Tesco per testare Bovaer, un prodotto progettato per ridurre le emissioni di metano. Secondo Arla, l’iniziativa mira ad aiutare gli agricoltori britannici a intraprendere pratiche più sostenibili, ma l’annuncio ha suscitato forti critiche da parte di ambientalisti e sostenitori della salute pubblica.
Bovaer è stato sviluppato per ridurre in media del 27% le emissioni enteriche di metano prodotte dalle mucche. Il prodotto agisce sopprimendo un enzima nello stomaco dell’animale responsabile della produzione di metano, un gas serra particolarmente potente.
Gli oppositori del progetto sottolineano che l’uso di additivi chimici nell’alimentazione animale potrebbe avere implicazioni imprevedibili, sollevando dubbi sull’effettiva sostenibilità del sistema produttivo industriale. Secondo alcuni, invece di puntare su soluzioni tecnologiche che affrontano i sintomi del problema, è necessario ripensare radicalmente l’intero sistema agricolo per ridurre l’impatto ambientale.
Le prove su bovine da latte in Italia
Anche in Italia sono state realizzate alcune prove sull’utilizzo di Bovaer nei bovini da latte come quella realizzata nella stalla sperimentale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sarà Parmalat a sperimentare in Italia questa innovazione. Secondo quanto riferito, con le dosi minime si sono ridotte le emissioni di metano mantenendo lo stesso livello di produzione di latte e di composizione senza modificare la salute e l’efficienza alimentare delle bovine.


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