Per quanto riguarda la minaccia influenza aviaria, “insieme all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) monitoriamo costantemente la situazione globale sul rischio di focolai di influenza zoonotica tra cui l’influenza aviaria causata dal ceppo A H5”. Ad assicurare attenzione su questo fronte caldo è stato Steffen Thirstrup, Chief Medical Officer dell’Agenzia europea del farmaco Ema, in occasione del primo briefing dell’anno con la stampa. “Credo che siamo ben preparati contro questa possibile pandemia di influenza aviaria – ha continuato Thirstrup – perché abbiamo diversi vaccini già approvati che possono fornire una copertura generale contro l’influenza aviaria, e abbiamo anche vaccini che possono essere adattati in una situazione di emergenza per rispondere al ceppo specifico di una potenziale pandemia. Tutti questi vaccini possono essere utilizzati negli adulti e nei bambini”.
Monitorare, ha concluso, “è importante perché il virus sta costantemente mutando e, sebbene la trasmissione umana del virus H5 sia rara, finora sembra che questi casi abbiano avuto un alto tasso di mortalità”.
I numeri
Nel 2024 si sono registrati nel mondo 79 casi di aviaria in esseri umani, mai così tanti da dieci anni: è il bilancio sull’influenza aviaria H5N1 riportato dal direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “L’anno scorso – ha detto in una conferenza stampa – 66 casi sono stati riportati dagli Usa, 10 dalla Cambogia, 2 dal Vietnam, 1 ciascuno da Australia, Canada e Cina. È il più alto numero di casi negli esseri umanidal 2015. Quest’anno, finora, 2 casi inclusi 1 decesso sono stati riportati dagli Stati Uniti e 1 dalla Cambogia”.
Il virus, ha aggiunto direttore generale dell’Oms, “fortunatamente, non ha sviluppato l’abilità di trasmettessi tra gli esseri umani, ma potrebbe essere solo questione di tempo. Ogni trasmissione è un’opportunità per il virus per mutare o incrociarsi con altri virus. È imperativo impedire al virus di diffondersi”, ha concluso.



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