Il 15 gennaio 2021 Bologna fu uno dei teatri della manifestazione nazionale Io Apro, organizzata per contestare le restrizioni imposte dai DPCM del governo Conte durante l’emergenza Covid-19. Al ristorante Regina Margherita, decine di partecipanti, tra cui il giornalista Giovanni Preziosa, furono identificati e multati. Preziosa, accusato di non aver rispettato il divieto di spostamento, ha effettuato ricorso contro il provvedimento sostenendo che stava esercitando la sua funzione giornalistica.
Il caso, esaminato dal giudice di pace Natascia Gardini il 13 gennaio scorso, ha prodotto una sentenza sorprendente. Il giudice ha ritenuto illegittimi i DPCM, sottolineando che l’obbligo di permanenza domiciliare costituisce una restrizione della libertà personale che, secondo l’articolo 13 della Costituzione, può essere imposta solo da un’autorità giudiziaria e non tramite atti amministrativi.
La sentenza rappresenta un precedente significativo, riaffermando la centralità della tutela dei diritti dei cittadini contro misure amministrative illegittime. Giovanni Preziosa diventa così simbolo di una vittoria dei principi costituzionali.


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