L’Europa dello spazio sa che l’arrivo di Donald Trump ed Elon Musk alla Casa Bianca comporterà “cambiamenti importanti ma non immediati”, e per questo guarda al futuro “con un cauto ottimismo“, forte di collaborazioni internazionali ad ampio spettro che vanno anche oltre la NASA. Lo afferma l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Luca Parmitano, a margine di una visita al Centro europeo per l’osservazione della Terra (Esrin) a Frascati. “È ancora presto per fare un’analisi della situazione: basti pensare che non è ancora entrato in carica il nuovo amministratore della NASA”, sottolinea l’astronauta.
Alla European Space Conference che si è tenuta nei giorni scorsi a Bruxelles, “non c’era il panico: ho invece visto una presa di coscienza del fatto che ci saranno dei cambiamenti importanti, ma non immediati. Molti dei programmi internazionali a cui partecipa l’ESA non vedono solo la collaborazione della NASA, ma anche di altri attori come il Giappone e il Canada, nostri partner sulla Stazione Spaziale Internazionale. Per questo – continua AstroLuca – è giusto avere un cauto ottimismo: si tratta di cooperazioni ad ampio spettro e ad ampio respiro temporale. Non dobbiamo fasciarci la testa prima di romperla: come tutte le sfide, anche questa potrà portare nuove opportunità”.
Tra queste, anche la possibilità di accelerare sullo scudo spaziale europeo e una più ampia strategia spaziale europea per la difesa e la sicurezza, di cui si è discusso anche a Bruxelles. “C’è una forte simbiosi tra spazio e sicurezza, non è una novità: oggi però – sottolinea Parmitano – si sente più forte la necessità di avere una presenza e un’indipendenza europea in questo senso. Lo trovo indispensabile, anzi: credo che siamo anche un po’ in ritardo”.




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