Ieri sera è stato completato un passaggio cruciale nella missione Proba-3 dell’Agenzia Spaziale Europea: i 2 veicoli, che volavano insieme sin dal lancio, si sono separati con successo. Ciò li rende pronti a iniziare la loro danza cosmica nella prima missione di volo in formazione di precisione al mondo. I 2 satelliti Proba-3 sono rimasti uniti per 6 settimane dopo il lancio del 5 dicembre 2024 su un razzo PSLV-XL a 4 stadi dal Satish Dhawan Space Centre di Sriharikota, in India.
Il team di controllo missione presso l’European Space Security and Education Centre dell’ESA a Redu, in Belgio, ha gestito la messa in servizio iniziale in orbita durante questa fase. Il team utilizza 4 antenne terrestri in Australia, Cile e Spagna per le comunicazioni.
Ieri sera, 14 gennaio, alle 23:00 GMT (15 gennaio 00:00 CET), la coppia si è separata con successo mentre volava a 60mila km sopra la Terra a una velocità di 1 km al secondo.
Il responsabile della missione Proba-3, Damien Galano, descrive la pietra miliare: “La separazione si basava su una tecnologia ben nota, usata di routine quando un veicolo spaziale si separa dal suo lanciatore. I 2 veicoli spaziali Proba-3 erano tenuti insieme da una fascetta di serraggio, che è essenzialmente una cintura stretta attorno a 2 anelli metallici, ciascuno attaccato a un veicolo spaziale. Una volta che la fascetta è stata rilasciata, i due satelliti hanno iniziato ad allontanarsi lentamente l’uno dall’altro“.
Sebbene la tecnologia clamp-band non sia una novità, eseguire questo tipo di separazione a livello di veicolo spaziale, a differenza della separazione veicolo spaziale/lanciatore, è poco comune, poiché non molti satelliti vengono lanciati mentre sono attaccati insieme in questo modo.
“Adesso, le 2 piattaforme si allontaneranno fino a 50 km l’una dall’altra. Nel corso della prossima settimana, determineremo le loro posizioni relative, poi utilizzeremo i loro sistemi di propulsione per fermare questa deriva e riportarle in una configurazione stabile e sicura“, ha aggiunto Galano.
Nella loro formazione più precisa, il cui raggiungimento è previsto inizialmente tra circa 2 mesi, i 2 veicoli spaziali Proba-3 voleranno a 150 metri di distanza l’uno dall’altro, l’equivalente di un campo da calcio e mezzo, e dovranno mantenere la loro posizione relativa fino a un singolo millimetro, per un massimo di 6 ore alla volta. La distanza sarà mantenuta da un sofisticato set di sistemi di propulsione e navigazione che lavorano insieme utilizzando l’autonomia di bordo.
La missione dimostrerà questo livello di precisione creando eclissi solari artificiali in orbita. Il satellite Occulter proietterà un’ombra sullo strumento ottico principale del satellite Coronagraph, consentendogli di studiare l’elusiva corona solare. Sensori multipli, tra cui un sistema basato su laser, garantiranno che l’ombra di soli 8 cm di diametro creata dal disco occultante rimarrà sullo strumento coronografo sensibile posizionato a 150 metri di distanza. In questa precisa configurazione, i 2 satelliti imiteranno un singolo, gigantesco veicolo spaziale.
Come passo successivo alla separazione, il team di controllo di volo si assicurerà che tutti i sistemi di entrambe le sonde funzionino senza problemi, in preparazione della fase operativa della missione, il cui inizio è previsto per marzo.


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