Scoperta straordinaria: riportata alla luce la più antica casa neolitica della Provenza | FOTO

Questa struttura modesta ma estremamente rara è stata portata alla luce durante un'operazione di salvataggio prima della costruzione del futuro parcheggio della città

Risalente 5.400 a.C., è stata scoperta a Cavalaire-sur-Mer la più antica casa neolitica della Provenza. L’annuncio è stato dato dall’Institut national de recherches archéologiques préventives (Inrap), che ha definito il ritrovamento una delle più antiche abitazioni neolitiche in Francia. Questa struttura modesta ma estremamente rara è stata portata alla luce durante un’operazione di salvataggio prima della costruzione del futuro parcheggio della città. Gli scavi, ordinati dalla Drac (Direction régionale des affaires culturelles) della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, hanno interessato un’area di 4.200 metri quadri. Dal novembre 2024, gli archeologi hanno avuto molte sorprese. Oltre a questa straordinaria casa, sono stati portati alla luce, dopo oltre 7.400 anni, focolari, resti vegetali carbonizzati e la cosiddetta ceramica ”cardiale”.

La casa neolitica di Cavalaire-sur-Mer è stata portata alla luce all’inizio del mese di gennaio 2025 durante un’operazione di recupero effettuata dall’Inrap. Scoperta sotto uno strato di terreni alluvionali di 4 metri di spessore, è stata attribuita al primo periodo cardiale (5.700-5.000 a.C.), era di cui i ricercatori conoscono solo un altro esempio in Francia. L’edificio, lungo 7 metri e largo 5 metri, è stato sepolto 1,30 metri sotto i livelli di occupazione risalenti al Neolitico medio (4.800 a.C.). Era inoltre associato a frammenti di ceramica ‘cardiale’. Questo tipo di ceramica è facilmente riconoscibile per i suoi disegni caratteristici basati su una conchiglia con un bordo seghettato: il cardium.

I dettagli

La casa cardiale di Cavalaire-sur-Mer è un edificio absidato con una pianta simile ad altre strutture scoperte in Italia centrale. Presenta una piccola abside gravemente danneggiata e due basi murarie in pietra che sono state consolidate con un impasto di terra cruda e ghiaia. Secondo Raphaële Guilbert-Berger, archeologa dell’Inrap e responsabile scientifico dell’operazione, si tratta del “primo edificio in pietra ritrovato in Francia, con muri realmente costruiti con cemento che sigilla le piccole pietre tra loro”. All’interno della casa, gli scavatori hanno trovato anche una concentrazione di diversi focolari utilizzati dagli abitanti per riscaldare, cucinare e illuminare. Sono stati prelevati resti di carbone e semi bruciati per essere analizzati. Sono state individuate anche buche di palo intorno alla periferia.

Le prime tracce del Neolitico nel bacino del Mediterraneo sono definite dagli specialisti “Impresso-Cardiale”. Questa cultura fondamentale, che ha visto l’inizio dell’agricoltura e della sedentarizzazione in Europa, si è diffusa rapidamente da est a ovest. Deve il suo nome alle caratteristiche ceramiche, decorate con impronte realizzate con la conchiglia del cardium. Dalla Grecia, questo movimento si diffuse nell’Italia meridionale (Sicilia, Puglia e Calabria) intorno al 6.000 a.C., per poi raggiungere il Golfo di Genova e il sud della Francia (Costa Azzurra e Linguadoca) intorno al 5.800 a.C..

Casa Provenza
@Sylvain Barbier, Inrap.