Una significativa intrusione magmatica è in corso nel settore etiope della Rift Valley, un’area geologicamente attiva dove le placche tettoniche Africana e Somala si stanno gradualmente allontanando a una velocità di circa 5 millimetri all’anno. Questo lento ma inesorabile movimento genera tensioni nella crosta terrestre, manifestandosi con terremoti ed eruzioni vulcaniche. Quanto sta accadendo ricorda gli eventi di Grindavík, in Islanda, avvenuti nel novembre 2023, sebbene questa volta il fenomeno si sviluppi nel contesto africano.
Dal 26 dicembre 2024, la Rift Valley etiope è stata teatro di una sequenza sismica impressionante, con oltre 70 scosse di magnitudo pari o superiore a 4. Tra queste, si registrano eventi di particolare intensità, come un terremoto di magnitudo 5.8 e diversi altri superiori a 5. Le conseguenze non si sono fatte attendere: almeno 30 edifici sono crollati, e le autorità locali hanno disposto evacuazioni per garantire la sicurezza della popolazione. Tuttavia, la situazione è aggravata dalla difficoltà di monitoraggio sul campo, in quanto l’area, compresa tra i sistemi vulcanici del Fentale e del Dofen, è scarsamente sorvegliata da strumentazioni terrestri.

Le informazioni principali provengono dai satelliti, che hanno rilevato significative deformazioni del suolo, con spostamenti verticali che in alcune zone raggiungono i 40 centimetri. Questi movimenti hanno causato l’apertura di grandi crepe nel terreno, visibili per centinaia di metri e testimoniate dalle fotografie della popolazione locale. L’origine di tali deformazioni è da attribuire all’intrusione magmatica, che comporta il movimento di magma a profondità relativamente superficiali.
Un ulteriore sviluppo si è verificato il 3 gennaio 2025, quando nei pressi del vulcano Dofen si è osservata un’eruzione freatica. Questo tipo di attività vulcanica è caratterizzata dalla violenta espulsione di vapore, gas e frammenti di rocce, senza che vi sia un contatto diretto con il magma. La natura esatta di questa eruzione resta però incerta, poiché le informazioni raccolte sul campo sono frammentarie. Nel frattempo, la sequenza sismica ha raggiunto nuovi picchi di intensità, con le scosse di magnitudo 5.8 e 5.5 che si sono verificate nella stessa giornata.
Sorge quindi la domanda: questa intrusione magmatica culminerà in un’eruzione effusiva? Nonostante l’intensità dell’attività attuale, non vi sono certezze. Intrusioni simili sono relativamente comuni nella Rift Valley etiope, e negli ultimi anni molte di esse non hanno portato a eruzioni. Un esempio recente risale al maggio 2024, quando un evento analogo si è risolto senza emissioni magmatiche in superficie. La maggior parte delle intrusioni nel mondo si arresta prima di raggiungere la crosta più esterna, e potrebbe essere il caso anche di questa.
Nonostante ciò, l’attuale fenomeno è tra i più significativi avvenuti nella regione negli ultimi anni, e la sua evoluzione è monitorata con grande attenzione. L’area della Rift Valley etiope, già nota per la sua straordinaria complessità geologica, continua a offrire uno spaccato unico dei processi che modellano la crosta terrestre, attirando l’attenzione non solo dei geologi, ma anche di chiunque sia affascinato dalle forze della natura.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?