Terremoto in Tibet, tragedia ad alta quota: oltre 500 repliche, lotta contro il tempo per salvare vite

L'epicentro del terremoto si trovava a un’altitudine media di circa 4.200 metri. Le temperature notturne, scese ben al di sotto dello zero, hanno aggravato la situazione

In Tibet, nella regione dell’Altopiano, una delle aree più remote e inospitali del mondo, prosegue la lotta contro il tempo per salvare vite dopo un potente terremoto che ha devastato migliaia di abitazioni, lasciando almeno 126 morti e oltre 30.000 sfollati. Il sisma, di magnitudo 7.1 secondo l’U.S. Geological Survey (6.8 secondo le autorità cinesi), ha colpito una zona montuosa situata a circa 75 km dal Monte Everest, vicino al confine con il Nepal. Le scosse hanno gettato nel panico anche la popolazione della capitale nepalese Kathmandu, dove molti abitanti si sono riversati in strada per paura di crolli.

Una tragedia umanitaria ad alta quota

L’epicentro del terremoto si trovava a un’altitudine media di circa 4.200 metri, rendendo particolarmente difficile l’accesso dei soccorsi. Le temperature notturne, scese ben al di sotto dello zero, hanno aggravato la situazione, lasciando migliaia di persone senza riparo adeguato. Tende, coperte e altri beni di prima necessità sono stati rapidamente inviati nella regione per sostenere le famiglie colpite.

Tra le vittime vi sono almeno 22 abitanti del villaggio di Gurum, secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale cinese Xinhua.

Distruzione su larga scala

Le prime stime indicano che oltre 3.600 case siano crollate completamente e molte altre siano ormai inabitabili o pericolanti. Le autorità locali della città di Shigatse (o Xigaze) hanno riferito che 30mila residenti sono stati evacuati. A complicare ulteriormente i soccorsi vi sono state oltre 500 repliche registrate nelle ore successive al terremoto. Sul posto sono stati mobilitati 1.850 soccorritori, tra cui vigili del fuoco e personale specializzato del Ministero per la Gestione delle Emergenze.

Origine del terremoto in Tibet

La regione del Tibet è situata lungo il margine della placca tettonica indiana, che si scontra con la placca eurasiatica. Questo fenomeno è il responsabile della formazione dell’Himalaya, ma genera anche un’elevata attività sismica. Il terremoto di ieri è stato causato dal movimento lungo una faglia, dove l’energia accumulata nel corso di decenni è stata improvvisamente rilasciata, causando il disastro.

L’area colpita è particolarmente vulnerabile ai terremoti a causa delle sue condizioni geologiche e delle abitazioni tradizionali in pietra e fango, che non sono in grado di resistere a scosse di tale intensità.