Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nella serata di ieri che terrà colloqui con i leader di Canada e Messico “domani mattina”, dopo aver firmato dazi punitivi del 25% verso entrambi i Paesi. Trump ha anche anticipato ai giornalisti la sua intenzione di implementare “molto presto” dazi anche sui beni dell’Unione Europea.
Borsa: dazi Trump affossano le asiatiche
Pesanti ripercussioni sulle borse asiatiche dei dazi imposti da Donald Trump su Canada, Messico e Cina, con la minaccia di estenderle all’Unione Europea. Se in Cina le piazze sono rimaste chiuse per le festività del Capodanno lunare a Hong Kong l’indice Hang Seng ha terminato in leggero ribasso a 20.217,26 mentre sono state molto più forti le perdite per i mercati giapponesi con il Nikkei sceso del 2,66% a 38.520,09, mentre l’indice generale Topix si è attestato a -2,45% a 2.720,39 punti. Spiccano le perdite delle case automobilistiche con Toyota Motor, Honda e Nissan in calo del 5-7%.
A Seoul il won si è indebolito e l’indice di borsa Kospi è sceso del 2,52% a 2.453,95. Il colosso LG Electronics, che ha una base di produzione in Messico, è crollato del 7,1%. I mercati australiani hanno visto l’indice S&P/ASX 200 chiudere in ribasso dell’1,79% a 8.379,40: giù anche l’S&P/NZX-50 della Nuova Zelanda in ribasso dell’1,42% a 12.810,32 punti.
Borsa: Europa in forte calo, Francoforte -2,03%, Londra -1,29%
Il timore per i dazi americani spinge a picco le borse europee: il Dax di Francoforte cede il 2,03%, il Ftse 100 di Londra l’1,29%, il Cac 40 di Parigi il -2,01% e lo Smi di Zurigo l’1,47%. Chiusura in profondo rosso anche per Tokyo, dove il Nikkei ha lasciato sul terreno il 2,69%.
Usa: sport canadese risponde a dazi Trump, inno fischiato in partite Nba e Nhl
Il Canada risponde a Donald Trump. Dopo aver ‘incassato’ i dazi del 25% che partiranno da domani, oltre alla volontà del tycoon di rendere Ottawa il 51° Stato americano, il premier canadese Justin Trudeau ha invitato i canadesi ad acquistare prodotti locali e ha risposto con dazi ai beni americani. Il popolo canadese -in particolare quello sportivo – sta dimostrando di stare dalla parte del suo leader, e in diversi eventi sportivi, di leghe americane ma giocati in Canada, si sono registrati fischi e rumorosi ‘buu’ all’inno americano.
Poche ore dopo l’annuncio da parte di Trump di voler imporre pesanti tariffe sulle importazioni canadesi, i tifosi di hockey degli Ottawa Senators hanno ricoperto di fischi l’inno americano suonato prima della loro sfida contro i Minnesota Wild. Scene simili si sono viste anche nella sfida di basket Nba tra Toronto Raptors e Los Angeles Clippers, dove gli oltre 10.000 presenti alla Scotiabank Arena hanno fischiato l’inno americano cantato da una ragazza di 15 anni.
Molti canadesi, scrive la Bbc, stanno evitando di acquistare prodotti americani, aiutati da alcuni supermercati che ora etichettano lo yogurt canadese per distinguerlo da quello americano. A partire da domani, in alcune province canadesi, come l’Ontario, i prodotti alcolici americani verranno ritirati dai negozi, e il governo canadese ha annunciato tariffe su beni statunitensi per un totale di 155 miliardi di dollari canadesi, comprese verdure, abbigliamento, attrezzature sportive, profumi e altri articoli. Nel mirino soprattutto prodotti provenienti da stati a guida repubblicana, come il succo d’arancia della Florida, che sta subendo un boicottaggio di massa in Canada.
Dazi, le parole di Tremonti
“Il 29 gennaio, per reazione, la Commissione ha annunciato al mondo la Kompass Ue, ossia ha detto che l’Europa dopo non averla avuta per vent’anni ha trovato finalmente la bussola. In attesa di conoscere questa bussola, che tuttavia è sviluppata su alcuni pilastri, sempre il 29 del mese scorso sulla Gazzetta ufficiale europea è stata pubblicata la normativa sull’uso dei formulari per gli strumenti musicali e sulle viti senza capocchia”. Lo sottolinea al Messaggero l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti tornando a invocare una semplificazione per l’Unione Europea facendo a Bruxelles “una richiesta, quella del mea culpa” chiedendo anche di “non affidare la soluzione dei problemi a chi li ha causati. Il grido corale fatto l’altro giorno da von der Leyen e Lagarde vuol dire, insieme alla ricerca della bussola, che e’ mancata dopo la crisi del 2008 anche la bussola monetaria”.
Sul fronte dazi, aggiunge, questi “possono avere, molto semplificando, una funzione di polizia, una di geopolitica e una di economia. Quella di polizia è dazi per bloccare i flussi della droga e i cartelli criminali delle migrazioni” mentre la funzione geopolitica “è quella per affermare la potenza. Quanto alla funzione economica, è troppo presto per valutare quello che sta accadendo”.
Tremonti osserva comunque come “l’effetto boomerang può arrivare anche in America, perché una quota larga dell’industria europea è posseduta dall’America”.



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