Sciame sismico questa mattina con epicentro a Pozzuoli, nell’area dei Campi Flegrei, con oltre 50 scosse e magnitudo massima di 3.1: la fase rientra nel quadro della crisi bradisismica che interessa la caldera flegrea da diversi anni, con confermato all’AGI Francesca Bianco, direttore del Dipartimento Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). “Il problema rimane sempre lo stesso: il suolo continua a sollevarsi. Fino a che continuerà a farlo, accumulerà deformazione e quindi stress, che poi viene rilasciato tramite terremoti“, ha spiegato la vulcanologa. “Quindi, sì, in qualche modo questo sciame era atteso, nel senso che sappiamo che fino a quando i Campi Flegrei continuano a deformarsi, continueremo a osservare attività sismica. Continuiamo ad avere anomalie geochimiche che misuriamo da tempo e che si possono osservare nei nostri bollettini. Mostrano un trend in incremento dei valori di risalita dei fluidi magmatici“. L’esperta però chiarisce: “Fluido magmatico non significa magma, ma fluidi che hanno origine in un’area dove c’è del magma che degassa in profondità“.
“Se i parametri continueranno a seguire questo trend, dovremo aspettarci ulteriori terremoti nei prossimi mesi“, ha sottolineato Bianco. “L’attività sismica è direttamente legata al sollevamento del suolo, sono 2 processi che viaggiano insieme“.
Tanta la paura per i residenti dell’area flegrea, ma l’esperta rassicura. “Il terremoto è uno scuotimento interiore anche per chi lo avverte, ci ricorda che siamo ospiti di una terra con una sua fisiologia, che va rispettata“. Quindi, cosa fare? “Le indicazioni che diamo da tempo sono sempre le stesse: primo, informarsi correttamente sul fenomeno. Secondo, evitare siti allarmisti e fake news, e riferirsi solo alle fonti ufficiali come l’INGV. Noi parliamo di dati, non di opinioni. La nostra rete di monitoraggio ci fornisce in tempo reale le informazioni sull’evoluzione della dinamica dei Campi Flegrei“.
“Stiamo vivendo una crisi bradisismica lunga, iniziata nel 2005, che con alti e bassi ci mostra la dinamica di questo vulcano. Capirla e affrontarla con consapevolezza è il primo passo per convivere in sicurezza con questa realtà“, ha evidenziato l’esperta.
Il sollevamento del suolo ha raggiunto, a partire dal luglio dello scorso anno, una velocità di circa 2 centimetri al mese nella zona maggiormente interessata, che è il Rione Terra di Pozzuoli. “Il fenomeno non sta regredendo – ha spiegato Bianco all’ANSA – e continuiamo anche ad osservare l’aumento delle anomalie geochimiche“. Il terremoto più forte, quello di magnitudo 3.1, è stato localizzato ad una profondità di quasi 3 km nell’area di Solfatara e Pisciarelli, circa 5 km a Est di Pozzuoli: Bianco ha spiegato che questa è proprio la zona interessata dalla maggiore attività legata alle fumarole, cioè il settore vulcanico più attivo della caldera dei Campi Flegrei per quanto riguarda il flusso delle emissioni gassose, e anche il più interessato dall’attività sismica recente.
L’ultimo evento sismico è stato rilevato alle ore 11 (magnitudo 2.7) a una profondità di 3 km, localizzato nei pressi della Solfatara.



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