Il Fondo di Cali per la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dall’uso di informazioni relative al sequenziamento digitale (Digital Sequence Information, in breve DSI) delle risorse genetiche è stato lanciato oggi a Roma a margine della ripresa della COP16 della Convenzione per la diversità biologica (CBD) presso la sede centrale dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) a Roma. È quanto si legge in una nota della CBD. Si prevede che le grandi aziende e altri importanti enti che sfruttano commercialmente i dati provenienti dalle risorse genetiche in natura in una serie di settori contribuiscano con una parte dei loro ricavi al Fondo.
Il Fondo mobiliterà nuovi flussi di finanziamenti per azioni sulla biodiversità in tutto il mondo, a sostegno dei tre obiettivi della CBD: la conservazione della diversità biologica, l’uso sostenibile dei suoi componenti e la condivisione equa e giusta dei benefici derivanti dall’uso delle risorse genetiche. Il 50% delle risorse del Fondo di Cali sarà destinato alle esigenze delle popolazioni indigene e delle comunità locali, riconoscendo il loro ruolo come custodi della biodiversità. Gli esborsi del Fondo serviranno anche a promuovere l’attuazione del KunmingMontreal Global Biodiversity Framework (Kmgbf), il piano generale universale per arrestare e invertire la perdita di biodiversità.
In linea con la decisione 16/2, adottata dalle parti della CBD il 2 novembre 2024 alla COP16 in Colombia, il Fondo sarà ospitato dal Multi-Partner Trust Fund Office (MPTFO) in un partenariato tra il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e il Programma per l’ambiente dell’Onu (UNEP) e con il Segretariato della Convenzione per la diversità biologica che ospita il Segretariato del Fondo Cali. Un memorandum d’intesa che riflette l’accordo istituzionale è stato siglato oggi nel corso della cerimonia di lancio.


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