La conferenza annuale delle Nazioni Unite sulla biodiversità COP16, interrotta lo scorso anno per mancanza di tempo, riprende oggi a Roma con un tema prioritario: il finanziamento della tutela della biodiversità. L’obiettivo è stabilire come utilizzare i fondi già stanziati e, soprattutto, come raccogliere ulteriori risorse per preservare la vita vegetale e animale sulla Terra.
COP16, da Cali a Roma
Il vertice di Cali (COP16) in Colombia, tenutosi a novembre, ha portato a risultati significativi, come l’accordo che impone alle aziende di condividere i benefici derivanti dall’uso delle risorse genetiche naturali e il rafforzamento del ruolo delle comunità indigene nella conservazione. Tuttavia, il tempo a disposizione non è stato sufficiente per completare le trattative.
L’accordo di Montreal del 2022 (COP15) aveva stabilito obiettivi ambiziosi per la protezione della biodiversità, come la tutela del 30% del pianeta e degli ecosistemi degradati entro il 2030. Tuttavia, mentre Montreal si era concentrata sul “cosa” proteggere, la conferenza di Cali doveva definire il “come” implementare tali misure. Le discussioni su finanziamenti e monitoraggio si sono rivelate particolarmente complesse.
Obiettivi
L’obiettivo finanziario è raccogliere 20 miliardi di dollari all’anno entro il 2025 e 30 miliardi entro il 2030, ma finora sono stati stanziati solo 383 milioni da dodici nazioni e regioni. A Roma si discute ora della creazione di un “strumento globale di finanziamento per la biodiversità” per distribuire efficacemente le risorse raccolte.
Da più parti gli esperti hanno avvertito che il raggiungimento dei target finanziari è in forte ritardo e alcune fonti di finanziamento stanno scomparendo. Tuttavia, la speranza è che, nonostante le tensioni geopolitiche, si possa trovare un accordo su questioni fondamentali per proteggere la biodiversità.


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