Un recente studio condotto su oltre 6mila brasiliani ha rivelato che una dieta ricca di polifenoli può ridurre il rischio di sindrome metabolica fino al 23%. La ricerca, pubblicata sul Journal of Nutrition, è la più ampia mai realizzata per valutare l’impatto di questi composti bioattivi sulla salute cardiometabolica. La sindrome metabolica è una condizione che comprende obesità addominale, ipertensione, iperglicemia, alti livelli di trigliceridi e dislipidemia, aumentando significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Lo studio, basato sui dati del progetto ELSA-Brazil, ha analizzato per 8 anni le abitudini alimentari di 6.378 partecipanti, scoprendo che coloro che consumavano più polifenoli avevano una probabilità molto inferiore di sviluppare la sindrome.
Glicemia, pressione e colesterolo: sotto controllo con i polifenoli
I polifenoli sono composti antiossidanti e antinfiammatori presenti in alimenti come uva, fragole, arance, cioccolato, vino, tè e caffè. Secondo la ricerca, il consumo giornaliero più alto di questi composti (469 mg) ha ridotto del 23% il rischio di sindrome metabolica rispetto all’assunzione più bassa (177 mg). Tra le classi di polifenoli più efficaci figurano gli acidi fenolici, abbondanti in caffè, vino rosso e tè, e i flavan-3-oli, presenti principalmente nel vino rosso e nel cioccolato.
Oltre alla sindrome metabolica, lo studio ha evidenziato che chi assumeva più polifenoli aveva fino a 30 volte meno probabilità di sviluppare ipertensione o resistenza all’insulina e 17 volte meno probabilità di presentare trigliceridi elevati.
Questi risultati suggeriscono che una dieta varia e ricca di polifenoli può svolgere un ruolo chiave nella prevenzione delle malattie cardiometaboliche, tenendo sotgo controllo glicemia, pressione e colesterolo, sottolineando l’importanza della nutrizione nella promozione della salute a lungo termine.


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