“La ‘normale evoluzione del quadro flogistico polmonare’ non significa necessariamente che l’infezione stia regredendo, come dicono i più ottimisti. In effetti, il bollettino dell’équipe medica di Papa Francesco è molto prudente, direi quasi bizantino. Non viene infatti specificato che l’infezione si riduce. Si parla di ‘evoluzione’, ma non è chiaro se in termini migliorativi o peggiorativi”. Così all’Adnkronos Salute Stefania Greco, presidente dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) del Lazio, commenta l’esito dell’ultima Tac al torace eseguita sul Pontefice, diffuso ieri sera dalla Sala stampa vaticana nel bollettino medico sulle condizioni di salute del Santo Padre, ricoverato al Policlinico Gemelli dal 14 febbraio.
La polmonite bilaterale di cui soffre il Pontefice “non scompare da un giorno all’altro – spiega la specialista – A seconda dei casi, infatti, la patologia si risolve in una settimana o in 45 giorni. Sicuramente a Papa Francesco servirà molto tempo e dovrà essere ripetuta una nuova Tac al torace, che in questi casi si effettua una volta alla settimana”. Tra 4-5 giorni “l’esame andrebbe rifatto, questa però è una scelta dello staff medico del Pontefice, per vedere con chiarezza il coinvolgimento del parenchima polmonare. La situazione comunque resta delicata, i medici stessi non si sbilanciano e anche dai bollettini quotidiani emerge poco”.
Il medico-fisiatra: “riabilitazione polmonare può invertire progressione malattia”
Le ultime settimane sono state di forte apprensione per le condizioni di salute del Santo Padre. “Soprattutto considerando come la polmonite grave sia un’infezione caratterizzata da condizioni serie, sviluppo rapido e decorso prolungato, che può facilmente indurre insufficienza respiratoria e coinvolgere molti altri organi, influenzando gravemente la qualità della vita del paziente e comportando un serio pericolo di vita. Pur essendo ancora una situazione complessa, è un sollievo sapere come, negli ultimi giorni, le condizioni di salute di Papa Francesco sembrerebbero in miglioramento. Senza entrare nel merito delle condizioni di salute specifiche del Santo Padre, che con attenzione e cura è seguito da un’équipe eccezionale, è importante ricordare come, in seguito a condizioni simili a quelle di cui ha sofferto il Papa, spesso rimangono esiti disabilitanti, dovuti sia alla condizione clinica in sé, che alle sue conseguenze e all’allettamento. In queste situazioni gioca un ruolo fondamentale la riabilitazione”. Lo spiega all’Adnkronos Salute il medico fisiatra Andrea Bernetti, segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
“La riabilitazione in pazienti con esiti disabilitanti di patologie polmonari, attraverso una presa in carico globale e un progetto riabilitativo individuale, è fondamentale. Infatti, è stato provato scientificamente – prosegue – come la riabilitazione migliori sintomi, qualità della vita, la funzione polmonare e motoria, aumentando allo stesso tempo la sopravvivenza nei pazienti con alcune malattie respiratorie. Gran parte delle evidenze a sostegno dei benefici della riabilitazione in ambito polmonare proviene da studi su pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Tuttavia, i risultati ottenuti in pazienti con malattie respiratorie diverse dalla Bpco hanno dimostrato che i benefici dell’intervento riabilitativo si osservano anche nei pazienti sintomatici con altre patologie respiratorie. I vantaggi della riabilitazione in pazienti con esiti disabilitanti di patologie polmonari – precisa Bernetti – consistono anche nel rallentare e persino invertire la progressione della malattia, riducendo in modo efficace i costi del trattamento”.
“E’ sicuramente confortante sapere come il Santo Padre sia in miglioramento e abbia iniziato la rieducazione respiratoria, mi auguro con tutto il cuore che si possa rimettere in breve tempo”, conclude il medico fisiatra.
