Proseguono i terremoti a Santorini: frane e crepe, il maltempo ostacola la fuga di residenti e turisti

La paura ha spinto migliaia di residenti e turisti ad abbandonare l'isola

Santorini, l’isola vulcanica greca celebre per i suoi panorami mozzafiato e il turismo di lusso, è stata scossa da centinaia di terremoti negli ultimi giorni, con scosse verificatesi a distanza di pochi minuti, fino a questa mattina. Le autorità hanno intensificato i piani di emergenza, temendo che questa attività sismica possa preludere a un sisma di maggiore entità.

Terremoti a Santorini, misure di sicurezza e piani di emergenza

Dalla domenica scorsa, squadre di soccorso dotate di cani da fiuto e droni sono state dispiegate sull’isola per monitorare la situazione. Inoltre, è stato vietato l’accesso a diverse aree costiere e le scuole sono state chiuse per tutta la settimana. Anche altre isole delle Cicladi hanno adottato misure simili, con la chiusura degli istituti scolastici e la sospensione di eventi pubblici.

La paura ha spinto migliaia di residenti e turisti ad abbandonare l’isola, con le compagnie di traghetti e le linee aeree commerciali che hanno incrementato le corse per far fronte all’aumento della domanda. Tuttavia, il maltempo ha ostacolato i collegamenti marittimi, causando disagi ai viaggiatori.

Attività sismica senza precedenti

Dalla fine della scorsa settimana, l’area tra Santorini e l’isola di Amorgos è stata interessata da una serie di scosse di magnitudo compresa tra 3 e 5. Nonostante non siano stati registrati feriti o danni ingenti, sono stati segnalati limitati smottamenti e crepe in edifici più antichi.

Giorgos Hatzimarkos, governatore dell’Egeo sudorientale, ha confermato che il gestore elettrico nazionale ha inviato personale e attrezzature per affrontare eventuali interruzioni di corrente. Parallelamente, il Ministero della Governance Digitale ha collaborato con i fornitori di telecomunicazioni per garantire un piano di emergenza in caso di interruzione delle reti di comunicazione.

Scienza e incertezza: il dilemma della “previsione” sismica

Greci e turisti si chiedono se questa ondata di terremoti possa preludere a un evento catastrofico. Tuttavia, la scienza non è in grado di prevedere con certezza l’evoluzione dell’attività sismica. Gli esperti non possono ancora stabilire se si tratti del preludio a un sisma più grande o di uno sciame sismico destinato a perdurare per settimane o mesi senza ulteriori aggravamenti.

La Grecia è una delle regioni a più alta attività sismica del pianeta, ma la frequenza di questi eventi a Santorini rappresenta un’anomalia.

I residenti di Santorini “continueranno a sentire le scosse per il prossimo periodo di tempo e dovrebbero rimanere calmi, ma la situazione sembra evolvere verso uno scenario più positivo“, ha dichiarato il sismologo Kostas Papazachos, in una conferenza stampa presieduta dal premier greco Kyriakos Mitsotakis per fare il punto sull’intensa attività sismica. “L’area della faglia si è in gran parte frantumata. Ci sono ancora degli spazi vuoti tra gli epicentri che potrebbero portare alla generazione di un terremoto più forte, ma gli scenari sembrano essere migliori anche perché l’area rimasta è più piccola“, ha aggiunto Papazachos.

Efthymios Lekkas, presidente del Comitato scientifico per la valutazione del rischio sismico (OASP), ha aggiunto che, per quanto riguarda Santorini, “il rischio di frane lungo l’intera lunghezza della caldera è elevato“, e ha mostrato le aree più a rischio, tra cui il porto vecchio di Fira, il porto di Athinios, la città di Oia e le aree di Ammoudi e Armeni.

Vulcani e terremoti, fenomeni distinti

Un ulteriore elemento di preoccupazione è l’attività vulcanica dell’isola. La scorsa settimana, i sensori hanno rilevato un aumento dell’attività nella caldera sommersa di Santorini. Tuttavia, gli scienziati hanno escluso una correlazione diretta tra il fenomeno vulcanico e la sequenza sismica in atto. Inoltre, si ritiene improbabile che i terremoti possano innescare un’eruzione dei due vulcani presenti nell’area.

Terremoti a Santorini, vigilanza e preparazione

In attesa di ulteriori sviluppi, il governo greco resta in stato di massima allerta. Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha convocato un incontro d’emergenza con il Ministero della Protezione Civile per discutere la situazione. Nel frattempo, le autorità locali e la popolazione continuano a prepararsi al peggio, nella speranza che la natura non riservi sorprese.

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha parlato di un fenomeno geologico “estremamente complesso” nella conferenza stampa che si è tenuta stamattina. “Oggi siamo un po’ più ottimisti di ieri ma, sottolineo, non possiamo fare alcuna previsione“. Mitsotakis ha spiegato di comprendere l’inquietudine dei residenti delle isole, e li ha invitati alla calma e a seguire le indicazioni degli esperti e delle autorità. “L’area di Santorini è un laboratorio geologico unico nel suo genere“, ha aggiunto. “Dobbiamo tenere d’occhio essenzialmente tre fenomeni distinti: l’attività vulcanica di Nea Kameni, non insolita, l’abbiamo già vista in passato, non è un fenomeno che al momento sembra presentare particolari rischi. Poi l’attività del vulcano sottomarino di Kolumbo, sotto osservazione da molti anni, e infine il fenomeno tettonico, forse al momento il più preoccupante” che ha dato origine alle scosse di questi giorni, tra Santorini e Amorgos.