Terremoti a Santorini, quasi 800 scosse: cresce l’allarme in Grecia e Turchia

La serie di terremoti a Santorini negli ultimi giorni sembra aver acquisito intensità: quasi 300 scosse sono state registrate solo nelle ultime 48 ore

Cresce l’allarme in Grecia e in Turchia per la sequenza di scosse di terremoto che da giorni sta facendo tremare il Mar Egeo. In base a quanto reso noto dall’Osservatorio di geofisica turco di Kandilli sono circa 800 le scosse registrate dallo scorso 27 gennaio a oggi. La più forte, di magnitudo 5.4, avvenuta a 15km di profondità, ha fatto tremare non solo le isole dell’Egeo ma anche le provincie turche di Smirne, Aydin ed Usak. Questa serie di terremoti negli ultimi giorni sembra aver acquisito intensità: quasi 300 scosse sono state registrate solo nelle ultime 48 ore. Inoltre, rispetto ai primi giorni dello sciame sismico, sono aumentate le scosse di magnitudo superiore alla magnitudo 4 che fino a ora sono state ben 57, mentre sono due le scosse registrate di grado superiore a 5.

In base a quanto reso noto dall’Osservatorio sismologico di Istanbul, l’area da cui i terremoti sono stati generati è stata identificata a 25km dall’isola di Santorini, a una profondità compresa tra i 5 e i 25km.

Le scosse hanno causato crepe in alcuni vecchi edifici, ma finora non sono stati segnalati feriti. Santorini ha cancellato gli eventi pubblici, limitato i viaggi sull’isola e vietato i lavori di costruzione in alcune aree.

Monitorato il vulcano a Santorini

In Grecia, sull’isola di Santorini, nota meta turistica, le scuole sono chiuse da ieri e 9mila persone hanno abbandonato l’isola finora. È tuttavia il vulcano su cui sorge l’isola a destare preoccupazione. Una equipe internazionale di scienziati ha iniziato già nei mesi scorsi a installare una serie di sensori all’interno della caldera di Santorini e in prossimità della faglia sottomarina di Anydros. Una missione che ha subito una accelerazione nell’ultima settimana. Gli scienziati vogliono capire i processi geologici in corso all’interno del vulcano che costituisce il centro dell’isola e hanno installato nuovi sensori in questi giorni. Il prossimo passo prevede il posizionamento di sismografi sottomarini dotati di sensori per misurare attività microsismiche, movimenti della terra e parametri chimici.

Efthimios Lekkas, capo dell’Organizzazione statale per la pianificazione e la protezione dai terremoti, ha detto che l’epicentro dei terremoti nel Mar Egeo si sta allontanando da Santorini verso nord, sottolineando che non c’è alcun collegamento con i vulcani inattivi della zona. “Questo potrebbe durare diversi giorni o diverse settimane. Non siamo in grado di prevedere l’evoluzione della sequenza nel tempo”, ha affermato Lekkas alla televisione di Stato.

Lo scenario in cui speriamo è quello di un terremoto di massimo magnitudo 5.5 della scala Richter, che non dovrebbe creare danni, e che costituisca la scossa più forte, in modo da iniziare la graduale attenuazione del fenomeno”, ha dichiarato Lekkas al termine della riunione odierna che si è tenuta presso il ministero della Protezione Civile per fare il punto sulla situazione.

Allerta in 3 province della Turchia

La Protezione Civile turca AFAD ha diramato una allerta che riguarda 3 diverse province del Paese, compresa la popolosa area di Smirne, già colpita da un sisma di grado 6.7 nel 2020. Ad avere paura è però tutta la Turchia. Appena due anni fa, il 6 febbraio 2023, il Paese fu colpito da un devastante terremoto nel sud, che causò oltre 55mila morti.

Paura per l’eventualità tsunami

Le isole greche, turche e la costa egea della Turchia hanno paura non solo dei movimenti della terra, ma anche di eventuali tsunami che, secondo gli esperti di Ankara, potrebbero causare onde alte fino a 7 metri.