Terremoti Santorini, le Cicladi tremano ancora: lo sciame sismico potrebbe durare mesi

La situazione nelle Isole Cicladi rimane incerta

Le Isole Cicladi continuano a essere scosse da numerosi terremoti che hanno portato il governo greco a dichiarare lo stato di emergenza per Santorini e altre isole vicine. Le autorità stanno monitorando con attenzione una sequenza che ha fatto registrare oltre un migliaio di eventi da fine gennaio, e che potrebbe purtroppo durare anche mesi.

Terremoti Santorini, le ultime scosse e l’epicentro

Tra gli ultimi sismi, l’Istituto Nazionale di Geofisica ha rilevato, in particolare, 2 scosse nella notte: una magnitudo 4.5 alle 03:10 ora italiana, con epicentro nel tratto di mare tra Astypalea e Kera, e una seconda magnitudo 4.6 alle 04:35, localizzata nelle acque a Est di Santorini. Gli eventi rientrano in una più ampia sequenza sismica che ha fatto registrare fino a 30 terremoti al giorno con magnitudo superiore a 4.0, la maggior parte dei quali a una profondità inferiore ai 10 km.

Dichiarazione dello stato di emergenza

Il Ministero della Protezione Civile greco ha dichiarato lo stato di emergenza per Santorini, che rimarrà in vigore fino al 1° marzo, al fine di gestire le necessità immediate della popolazione e le conseguenze della crisi sismica. Le autorità hanno predisposto un rafforzamento dei servizi di emergenza, con squadre di vigili del fuoco, forze di polizia, guardia costiera e forze armate che operano in loco. Inoltre, ingegneri stanno ispezionando gli edifici pubblici, incluse le scuole, per valutare eventuali danni strutturali.

Lo sciame sismico potrebbe durare mesi

Gli esperti classificano questa attività come “sciame sismico“, un fenomeno in cui si registrano molteplici scosse di simile intensità nell’arco di giorni, settimane o mesi, senza un evento principale predominante. Questo è diverso dalle sequenze di terremoti tradizionali, in cui un forte sisma (detto mainshock) è seguito da numerose repliche (aftershocks) che tendono a diminuire nel tempo.

Secondo Vassilis K. Karastathis, direttore della ricerca presso l’Osservatorio Nazionale di Atene, non ci sono segnali evidenti che indichino una riduzione dell’attività sismica nel breve periodo. Anche se la maggior parte delle scosse si verifica in mare aperto, riducendo il rischio di danni strutturali su larga scala, l’intensità e la frequenza dei terremoti preoccupano le autorità e la popolazione locale.

Impatto sulla popolazione e misure di sicurezza

Nonostante i danni siano stati finora limitati, le continue scosse hanno causato frane e crolli di rocce lungo le scogliere delle isole. Per questo motivo, le autorità hanno esortato gli abitanti e i visitatori a evitare le zone più a rischio e a seguire le indicazioni delle squadre di emergenza.

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Foto Ansa

Terremoti a Santorini, cause geologiche e rischi futuri

L’area interessata dalla crisi sismica si trova all’interno dell’arco vulcanico della zona di subduzione ellenica, dove la placca africana scivola sotto la microplacca egea. Questa regione, oltre a essere sismicamente attiva, ospita diversi vulcani, tra cui quello di Santorini, la cui ultima eruzione risale agli anni ’50. Tuttavia, gli esperti escludono al momento un collegamento diretto tra l’attuale sequenza sismica e un’imminente attività vulcanica.

Sebbene gli sciami sismici siano generalmente composti da terremoti di moderata intensità, non si può escludere la possibilità di una scossa più forte. Gli studiosi sottolineano che, sebbene solo il 5% dei terremoti globali sia un precursore di un evento maggiore, il rischio non può essere ignorato.

La situazione nelle Isole Cicladi rimane incerta, e solo il tempo dirà se l’attuale sciame sismico è destinato a diminuire o se è il preludio a eventi più significativi.