Terremoto Campi Flegrei, De Natale (INGV): “ormai siamo in piena crisi sismica, non c’è più tempo”

Terremoto Campi Flegrei, il prof. Giuseppe De Natale commenta le parole di Ciciliano ed è durissimo: "oggi si agisce come se non ci fosse alcun rischio, e invece questo fenomeno era facilmente prevedibile e previsto"

Mentre ai Campi Flegrei continua lo sciame sismico e cresce la paura, hanno fatto molto discutere nelle scorse ore le parole del capo del Dipartimento di Protezione Civile Fabio Ciciliano, che rispondendo alla domanda di una cittadina rispetto a cosa avrebbe dovuto fare in caso di scosse di magnitudo 5, ha detto con brutale realismo: “Cadono i palazzi e contiamo i morti, funziona così”. Di fronte ad un polverone che ci è sembrato inspiegabile per parole di una sacrosanta banalità, abbiamo contattato il prof. Giuseppe De Natale, Dirigente di Ricerca INGV, già Direttore dell’Osservatorio Vesuviano e uno degli scienziati più preparati sull’attività sismica e vulcanica dei Campi Flegrei chiedendo un commento in merito.

Premetto – ci ha risposto il prof. De Nataleche è ovviamente improprio che un rappresentante delle istituzioni, per di più proprio il capo della protezione civile, dica ai cittadini che la sua unica attività sarà di raccogliere le vittime nel caso avvenga un terremoto di magnitudo 5. Purtroppo però, se si continua a lasciare la popolazione nelle proprie case, senza sapere se qualcuna di esse sia particolarmente fatiscente, si rischia davvero qualcosa del genere“.

Ma cosa si può fare davvero adesso, che lo sciame sismico è in corso?

Il problema è che ormai, in piena crisi sismica, credo non ci siano più i tempi per le verifiche degli edifici, che pure sono previste anche dall’apposita legge sui Campi Flegrei dell’ottobre 2023. D’altra parte, sappiamo da molti anni che, continuando il sollevamento del suolo, quando avesse superato il livello raggiunto alla fine del 1984, avremmo avuto una sismicità maggiore di quella di quel periodo. Sismicità che portò all’epoca alla completa evacuazione di Pozzuoli, mentre oggi si agisce come se non ci fosse alcun rischio“.

Qual è la situazione sismica attuale ai Campi Flegrei e quali sono le cause di questi terremoti?

Le cause della sismicità flegrea sono molto semplici, e per questo il fenomeno, nel suo complesso, era facilmente prevedibile e previsto. I terremoti avvengono a causa dell’aumento di pressione nel sottosuolo, a profondità tra 0 e circa 3-4 km. L’aumento di pressione nel sistema genera sia il sollevamento del suolo che la sismicità, perché frattura le rocce. Quindi, il sollevamento del suolo è in pratica come un manometro che misura la pressione interna: man mano che il livello del suolo, e quindi la pressione interna, aumentano, aumenta la fratturazione e quindi la sismicità, sia in frequenza che in magnitudo. Perdurando il sollevamento del suolo, perciò, la sismicità può solo mediamente aumentare. Oggi il livello del suolo, che dal 2006 è salito di 1.40 metri al porto di Pozzuoli, è circa 40 cm più alto di quanto era nel 1984: per questo la sismicità oggi è più forte di allora. E purtroppo sappiamo che qui i terremoti possono raggiungere anche magnitudo 5, che vuol dire oltre 10 volte più forte, in termini di energia, del terremoto del 20 maggio scorso, di magnitudo 4.4“.