La tormenta di San Valentino 2010: un metro e mezzo di neve in Sila a Villaggio Mancuso, stima di due a Ciricilla | FOTO

Un percorso in crescendo che ci condurrà ad una delle nevicate più consistenti avutesi a Villaggio Mancuso, in Sila

  • neve villaggio mancuso-ciricilla febbraio 2010
  • neve villaggio mancuso-ciricilla febbraio 2010
  • neve villaggio mancuso-ciricilla febbraio 2010
  • neve villaggio mancuso-ciricilla febbraio 2010
  • neve villaggio mancuso-ciricilla febbraio 2010
  • neve villaggio mancuso-ciricilla febbraio 2010
  • neve villaggio mancuso-ciricilla febbraio 2010
  • ALLEGATO N.2
  • ALLEGATO N.3
  • ALLEGATO N.5
  • ALLEGATO N.6
  • ALLEGATO N.7
  • ALLEGATO N.8
  • ALLEGATO N.9
/

Di Pasquale Mercuri – Negli inverni neve e gelo dovrebbero farla da padrone senza se e senza ma ed allora, riaprendo i cassetti della memoria, mi sono ricordato di un rilevante evento nevoso forse dimenticato dai più per il quale mi improvviso “meteorologo” in questa nostalgica rubrica “Meteoracconti”. Con questo approfondimento non voglio puntare subito l’attenzione sull’evento clou di febbraio 2010 ma, piuttosto, effettuare un percorso in crescendo che ci condurrà ad una delle nevicate più consistenti avutesi a Villaggio Mancuso e dintorni di cui, peraltro, sono stato diretto testimone.

Ed allora eccoci a gennaio 2010 un mese che, sebbene non degno di riscrivere gli almanacchi meteo, ha comunque “fatto la sua parte” con impulsi perturbati e neve a più riprese. D’altronde a gennaio si sa ricorrono i c.d. “Giorni della Merla” che la tradizione popolare identifica come i più freddi dell’intero anno. La leggenda narra, infatti, che una Merla dal bianco piumaggio per sfuggire alle angherie continue di gennaio che, durante ogni inverno faceva piombare sulla Terra freddo e gelo, decise, per una volta, di fare maggiori provviste. L’ultimo giorno del mese la Merla, pensando di aver ingannato gennaio, uscì dal nido mettendosi a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio, infuriato, per vendicarsi prese in prestito tre giorni da febbraio nei quali scatenò tempeste di pioggia e neve. La Merla fu, così, costretta a rifugiarsi insieme ai suoi piccoli in un camino divenendo, al termine dei tre giorni, completamente nera. E proprio da quel momento la leggenda vuole tutti i Merli neri.

Passando, ora, dalla tradizione popolare alla realtà meteorologica il mese di gennaio 2010, tra masse di aria fredda e qualche richiamo più mite in assenza di eccezionali e duraturi promontori anticiclonici caldi, ha apportato precipitazioni nevose già dalla prima decade in intensificazione a fine periodo. I diversi nuclei di bassa pressione generatisi nel Mediterraneo hanno comportato episodi di maltempo con nevicate ed accumuli persistenti per tutto il periodo di riferimento su Villaggio Mancuso (pari, a fine mese, a circa 50 cm) in un contesto termico tipicamente invernale. Degno di nota è, a tal proposito, il dato dell’intero mese rilevato dalla Stazione Meteorologica ARPACAL della vicina Ciricilla (CZ) la quale ha registrato temperature minime sottozero ventiquattro volte su trentuno giorni con picchi di freddo pari a -9.8°C, -9.6°C e -9.4°C rispettivamente nei giorni 23, 24 e 25 gennaio (Allegato n.1)

L’evoluzione meteo più significativa si è, però, verificata nel mese di febbraio 2010 allorquando, il continuo sopraggiungere di impulsi freddi associato alla formazione di nuclei di bassa pressione anche piuttosto profondi, ha prodotto continue precipitazioni con accumuli nevosi degni di nota per le nostre altitudini e latitudini!

Nei giorni 1 e 2 febbraio la discesa di un primo nucleo artico (Allegati n.2-3 nella fotogallery scorrevole a corredo dell’articolo) ha generato maltempo e clima rigido con temperature minime negative a doppia cifra visti i -11,7°C registrati dalla Stazione Meteorologica ARPACAL di Ciricilla (CZ) nelle notti del 2 e 3 febbraio ALLEGATO N.4.

Da giorno 3, invece, si è avuta la risalita di un promontorio di alta pressione (Allegato n.5 nella fotogallery scorrevole a corredo dell’articolo) caratterizzato da aria più mite con un rialzo termico solo temporaneo in quanto, il progressivo consolidarsi di una struttura altopressoria elevatasi in Atlantico a partire da giorno 06 (Allegato n.6) e di un’altra speculare più ad Est in territorio russo (Allegato n.7), ha dato origine ad un vero e proprio corridoio di aria fredda in discesa fino alle nostre regioni continuamente alimentato da aria polare. L’assetto barico generale sopra descritto ha apportato maltempo nel Mediterraneo con la formazione di un vortice di bassa pressione particolarmente approfondito (fino a 985 hpa giorno 10.02.2010 ore 18 – Allegato n.8) poi isolatosi come vera e propria “goccia fredda” (Allegato n.9) stazionante per giorni sull’Italia. Ciò ha dato origine alla “Tormenta di San Valentino” che ha colpito la Calabria e, in Sila, la zona di Villaggio Mancuso con particolare intensità. Continuo maltempo, freddo (-5.2°C e -4.9°C le temperature minime registrate dalla Stazione Meteorologica ARPACAL di Ciricilla (CZ) nei giorni di giovedì 12 e venerdì 13 febbraio – Allegato n.4) e nevicate hanno imperversato, sostanzialmente, per tutta la settimana fino a domenica 14 regalando uno spettacolo che, per entità, si iscrive dritto dritto negli annali meteo.

La lettura che possiamo fare oggi a distanza di anni delle carte meteorologiche storiche non ci consente semplicemente di capire che tempo faceva in quei giorni ma anche di rivivere e raccontare l’atmosfera e le suggestioni che in montagna si creano quando il maltempo, invece di fare paura, trasforma poeticamente ogni cosa in una dimensione onirica senza tempo: guardare fuori dalla finestra le nubi cariche di neve sospinte dal vento che scuriscono il cielo con i primi fiocchi leggeri che divengono, pian piano, sempre più fitti e pesanti per tingere di bianco il paesaggio; sentire l’odore della legna arsa nel caminetto acceso che, con la sua luce, illumina e scalda la notte fredda e scura; osservare la luce dei lampioni sotto la quale scende fitta la neve nel silenzio magico ed ovattato della notte per svegliarsi, l’indomani, sotto tanta neve…

Suggestioni, emozioni e momenti di introspezione in simbiosi con la natura…Il meteoracconto dello spirito (invernale) della montagna descritto per chi c’era e per chi non c’era…