L’8 marzo 2020, l’Italia finiva in lockdown sotto il governo di Giuseppe Conte a causa del diffondersi dei contagi di Covid. A cinque anni da quel momento, l’Italia ha registrato 27 milioni di casi totali e 198mila morti ma molte cose, adesso che la pandemia è finita, sono cambiate. O meglio, sono tornate ad essere quello che erano prima, senza restrizioni e limitazioni.
La diffusione dei contagi e il lockdown
Tutto ha avuto inizio a febbraio 2020, con il ricovero allo Spallanzani di Roma di una coppia cinese, risultata poi positiva al Covid. Da quel momento in poi, con l’intensificarsi dei controlli e del monitoraggio, abbiamo assistito alla diffusione incontrollata del virus che ha portato l’allora governo a decretare il lockdown, prima solo in alcune zone di Lombardia e Veneto, per poi estenderlo a tutta l’Italia. Il 21 febbraio, è stata registrata la prima vittima del Covid in Italia: si trattava di Adriano Trevisan, 78 anni, residente a Vo’ Euganeo, morto all’ospedale padovano di Schiavonia.
A marzo 2020, con il lockdown le strade delle città si sono svuotate e sono state invase dal silenzio. Quasi tutte le attività sono state vietate per il timore della diffusione dei contagi. Con l’arrivo della primavera, la curva pandemica ha iniziato lentamente a scendere e ciò ha comportato progressive riaperture e alleggerimenti ai divieti.
I vaccini
Un’altra fase della pandemia è stata quella segnata dall’arrivo dei vaccini. Il 27 dicembre è il ‘Vaccine day’. Con i vaccini arrivano anche i Green Pass, con le contestazioni annesse di quanti si opponevano alla vaccinazione obbligatoria per compiere praticamente qualsiasi attività, compresa quella lavorativa.
La fine dell’emergenza e la Commissione d’inchiesta
Il 31 marzo 2022, è stata dichiarata la fine dello stato di emergenza in Italia. Un anno dopo, il 5 maggio 2023, la stessa decisione è stata presa dall’Oms.
Il 14 febbraio 2024, è stata istituita in Italia la Commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione dell’emergenza sanitaria. Da allora si è riunita in 24 occasioni, con numerose audizioni di esperti e associazioni. Tra loro, anche l’ex Commissario straordinario Domenico Arcuri, coinvolto nell’indagine sulla fornitura di mascherine dalla Cina durante il suo mandato. Inchiesta che lo ha visto recentemente assolto perché il reato – abuso d’ufficio – “non è più previsto dalla legge”.
Multe abolite
Il 25 gennaio 2025, è entrato in vigore il decreto che ha abolito le multe per l’inosservanza dell’obbligo vaccinale, in quella che appare come la chiusura del cerchio ad un lungo periodo di restrizioni e limitazioni.
Ora il nuovo piano pandemico, messo a punto dal Governo Meloni, prevede l’eventuale possibilità di ricorrere a restrizioni alla libertà personale solo in alcuni casi e unicamente di fronte a una “pandemia di carattere eccezionale“, ma senza ricorrere ai Dpcm.


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