Nel Giappone nordorientale, continuano gli incendi boschivi. Fino a questa mattina, sono andati in fumo circa 1.400 ettari nella zona costiera della prefettura di Iwate. Gli incendi sono iniziati mercoledì 26 febbraio nella città di Ofunato, e ad oggi oltre 80 edifici sono stati danneggiati, riferiscono le autorità locali. Tuttavia, per una valutazione completa della distruzione delle fiamme, ci vorrà del tempo, dato che le operazioni di spegnimento degli incendi continuano. Giovedì è stato ritrovato il corpo di un uomo, e la Polizia sta cercando di confermare la causa della sua morte.
Per combattere gli incendi, le cui cause rimangono sconosciute, sono stati mobilitati 1.700 Vigili del Fuoco. Gli ordini di evacuazione sono stati emessi per altri tre distretti questa mattina, e un totale di quasi 4.600 persone appartenenti a circa 1.900 famiglie sono state sfollate. Attualmente sono poco più di 1.000 i residenti ospitati nei centri di evacuazione della città.
Le cause degli incendi
Secondo i dati governativi, nel 2023 si sono verificati circa 1.300 incendi in tutto il Giappone, concentrati nel periodo da febbraio ad aprile, quando l’aria è più secca e i venti si intensificano. Non si escludono le conseguenze del cambiamento climatico, dicono gli analisti, considerando che nella città di Ofunato questo mese sono caduti appena 2,5 millimetri di pioggia, un valore di gran lunga inferiore al precedente record di 4,4 millimetri registrato nel febbraio del 1967.


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