Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo 2025, alle 2:00 del mattino, le lancette degli orologi dovranno essere spostate avanti di un’ora, segnando il ritorno dell’ora legale. Questo spostamento, che avviene ogni anno l’ultima domenica di marzo, porta a giornate apparentemente più lunghe, con il sole che tramonta più tardi, permettendo un maggior sfruttamento della luce naturale.
Una domanda sorge spontanea: il cambio dell’ora in Europa non doveva essere abolito? Nel 2018, infatti, l’Unione Europea sembrava pronta a dire addio all’alternanza tra ora solare e ora legale. Tuttavia, il processo si è arenato e, ad oggi, l’ora legale continua a essere applicata in quasi tutti i Paesi membri.
Perché il cambio dell’ora non è stato eliminato?
Il dibattito sulla soppressione del cambio dell’ora ha preso piede nel 2018, quando la Commissione Europea guidata da Jean-Claude Juncker aveva proposto di abolirlo. L’iniziativa era stata motivata dai risultati di una consultazione pubblica da record, che aveva coinvolto 4,6 milioni di cittadini europei, di cui l’84% favorevole all’eliminazione dell’ora legale.
Le principali motivazioni dietro la proposta di abolizione erano:
- Effetti negativi sulla salute: studi scientifici evidenziano che il cambio dell’ora può causare disturbi del sonno, aumento dello stress e problemi cardiaci, soprattutto nei giorni immediatamente successivi all’adattamento;
- Scarso impatto sul risparmio energetico: sebbene l’ora legale fosse stata introdotta per ridurre il consumo di energia elettrica, i dati recenti mostrano che i benefici sono ormai marginali, soprattutto con la diffusione dell’illuminazione a LED e l’efficienza energetica migliorata.
Nonostante ciò, la proposta è fallita, perché non è mai stato raggiunto un accordo tra gli Stati membri. Per diventare legge, la modifica avrebbe dovuto ottenere il via libera sia dal Consiglio dell’Unione Europea che dal Parlamento Europeo, ma il Consiglio non è mai riuscito a trovare una maggioranza qualificata per approvare l’abolizione.
Il motivo principale della mancanza di accordo è la divisione geografica:
- I Paesi nordici (come Finlandia e Svezia) sono generalmente contrari all’ora legale, poiché nei mesi estivi hanno già molte ore di luce naturale e il cambio non porta benefici significativi;
- I Paesi mediterranei (Italia, Spagna, Grecia) sono invece favorevoli, in quanto l’ora legale permette di prolungare le ore di luce disponibili nella fascia serale, con vantaggi economici e turistici.
Nel 2019, il Parlamento Europeo aveva votato per eliminare il cambio dell’ora dal 2021, lasciando però ai singoli Stati la possibilità di scegliere se mantenere l’ora solare o quella legale tutto l’anno. Tuttavia, senza un accordo definitivo tra i governi nazionali, la proposta è rimasta lettera morta.
Ora Legale e Solare, qual è la situazione oggi?
Dopo anni di silenzio, nel 2024, la Commissione Europea ha valutato il ritiro ufficiale della proposta di abolizione del cambio dell’ora. Tuttavia, nel programma di lavoro dell’UE, il tema è rimasto “in sospeso”, segno che potrebbe essere ripreso in futuro.
Attualmente, la Commissione sta pianificando una consultazione informale tra gli Stati membri per verificare se ci sia ancora interesse a discutere la questione. Tuttavia, le fonti indicano che non sembra esserci grande entusiasmo nel portare avanti il progetto.
Nel frattempo, il cambio dell’ora continua a seguire le regole stabilite dalla direttiva europea del 2001, che prevede il passaggio all’ora legale l’ultima domenica di marzo e all’ora solare l’ultima domenica di ottobre.
Le origini del cambio dell’ora: perché esiste ancora?
L’idea di modificare l’orario per risparmiare energia non è recente:
- La prima introduzione dell’ora legale in Europa risale alla Prima guerra mondiale, quando i governi cercavano di ridurre i consumi di carbone;
- Negli anni ‘70, durante la crisi energetica, molti Paesi europei la reintrodussero per diminuire la dipendenza dal petrolio;
- Nel 1980, l’Unione Europea ha adottato la prima direttiva per armonizzare l’ora legale tra i vari Stati membri, per evitare disallineamenti negli orari commerciali e nei trasporti.
Oggi, l’UE è divisa in tre fusi orari:
- Ora dell’Europa occidentale (Irlanda, Portogallo);
- Ora dell’Europa centrale (Italia, Francia, Germania, Spagna e altri 14 Paesi);
- Ora dell’Europa orientale (Grecia, Finlandia, Bulgaria e altri).
In Italia, l’ora legale è stata introdotta e abolita diverse volte nel corso della storia, ma dal 1996 è in vigore per 7 mesi all’anno, in linea con il resto dell’Europa.
Il futuro del cambio dell’ora
Per il momento, il dibattito sull’abolizione del cambio dell’ora è fermo e non ci sono segnali concreti che possano indicare una sua imminente risoluzione. Finché non verrà raggiunto un accordo tra gli Stati membri, il cambio tra ora solare e ora legale continuerà a scandire il ritmo delle giornate europee.
Dunque, nella notte tra il 29 e il 30 marzo 2025, prepariamoci a spostare le lancette avanti di un’ora, almeno per un altro anno.
