Perché la Primavera non inizia oggi 21 marzo e altre 5 convinzioni astronomiche errate

L'idea che la primavera inizi il 21 marzo è una semplificazione scolastica

Per generazioni, ci è stato insegnato che la primavera inizia il 21 marzo (o in generale che le altre stagioni inizino giorno 21 di giugno, settembre, dicembre). Eppure, quest’anno l’Equinozio di Primavera è avvenuto il 20 marzo 2025 alle 10:01 (ora italiana). Non è un caso isolato: negli ultimi decenni, il 21 marzo è diventato sempre più raro come data d’inizio della primavera. Ma perché? Scopriamo l’origine di questa e altre 5 credenze astronomiche errate.

La primavera inizia il 21 marzo? No, quasi mai

L’idea che la primavera inizi il 21 marzo è una semplificazione scolastica. In realtà, l’Equinozio di Primavera, cioè il momento in cui il Sole si trova esattamente sopra l’Equatore terrestre, può cadere tra il 19 e il 21 marzo.

Negli ultimi decenni, la data più comune è diventata il 20 marzo. Questo perché il calendario gregoriano, che usiamo per contare gli anni, non si allinea perfettamente con l’anno solare (circa 365,2422 giorni). Per compensare questo disallineamento, esistono gli anni bisestili, che però non risolvono completamente la discrepanza. Di conseguenza, l’equinozio tende ad anticipare nel tempo.

Inoltre, nel 2044, l’Equinozio di Primavera cadrà addirittura il 19 marzo per la prima volta dal 1796.

L’Equinozio significa che il giorno e la notte durano esattamente 12 ore? Non proprio

Il termine equinozio deriva dal latino aequus nox (“notte uguale”), il che suggerisce che giorno e notte abbiano la stessa durata. Tuttavia, nella pratica, non è così. Ci sono 2 motivi principali per cui la durata del giorno è leggermente maggiore rispetto alla notte durante un equinozio:

  • La rifrazione atmosferica: l’atmosfera terrestre piega la luce solare, facendo sì che il Sole appaia sopra l’orizzonte prima che sia effettivamente lì;
  • Il modo in cui misuriamo l’alba e il tramonto: consideriamo il Sole sorto quando il suo bordo superiore appare all’orizzonte, non il centro del disco solare.

Di conseguenza, la vera parità tra giorno e notte (equilux) avviene 2 o 3 giorni prima dell’equinozio di primavera e dopo quello d’autunno.

Il Sole è più vicino alla Terra in estate? No, è il contrario

Molti pensano che faccia più caldo in estate perché la Terra è più vicina al Sole. In realtà, è vero il contrario: la Terra raggiunge il punto più vicino al Sole (perielio) a gennaio, mentre è più lontana (afelio) a luglio. Le stagioni sono determinate dall’inclinazione dell’asse terrestre (23,5°) e non dalla distanza dal Sole. D’estate, l’emisfero inclinato verso il Sole riceve più luce diretta e per un periodo più lungo, mentre d’inverno accade il contrario.

La Luna non ha un lato oscuro

Un altro mito diffuso è che la Luna abbia un “lato oscuro”. In realtà, la Luna mostra sempre la stessa alla Terra per un fenomeno chiamato rotazione sincrona: il nostro satellite impiega lo stesso tempo a ruotare su sé stesso e a orbitare attorno alla Terra (circa 27,3 giorni). Quindi, il “lato nascosto”, cioè che non vediamo, non è sempre buio: riceve la luce solare come l’altra faccia, solo che noi non possiamo vederlo dalla Terra.

I Poli hanno 6 mesi di buio e 6 mesi di luce? Non proprio

È vero che nelle regioni polari il Sole non tramonta per mesi durante l’estate (Sole di Mezzanotte) e non sorge per mesi in inverno (Notte Polare), ma l’idea di 6 mesi esatti di luce e 6 di buio è una semplificazione. Le transizioni tra giorno e notte ai Poli sono graduali e dipendono dalla rifrazione atmosferica e dalla crepuscolo civile, nautico e astronomico, che possono aggiungere settimane di luce o buio rispetto a quanto si potrebbe pensare.

Il Polo Nord punta sempre nella stessa direzione? No, la Terra “dondola”

Abbiamo imparato che l’asse terrestre punta sempre verso la Stella Polare, ma non è una posizione fissa. La Terra subisce un fenomeno chiamato precessione assiale, per cui l’asse si sposta lentamente in un ciclo di circa 26mila anni. Ciò significa che tra qualche millennio la Stella Polare non sarà più Polaris, ma un’altra stella, come Vega o Deneb. Nel passato, gli antichi Egizi vedevano Thuban, nella costellazione del Drago, come stella polare.

Semplificazioni utili ma non precise

L’astronomia è una scienza in continua evoluzione, e molte delle nozioni che impariamo da bambini sono semplificazioni utili, ma non sempre precise. La realtà dello Spazio è spesso più affascinante e complessa di quanto pensiamo.