Spazio, il prossimo lancio di Starliner potrebbe slittare al 2026

Il futuro di Starliner rimane incerto, ma la NASA e Boeing sono determinati a risolvere i problemi tecnici

La capsula Starliner di Boeing resterà ancora a terra per un periodo più lungo del previsto. Il progetto di volo della navetta spaziale Starliner, sviluppato da Boeing per conto della NASA, sta attraversando una serie di difficoltà tecniche che stanno ritardando il suo ritorno in orbita. Il suo volo inaugurale con equipaggio, avvenuto lo scorso giugno, aveva visto protagonisti gli astronauti della NASA, Butch Wilmore e Suni Williams, che si erano recati alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per un soggiorno di circa una settimana. Tuttavia, poco dopo il lancio, si sono verificati problemi che hanno cambiato le tempistiche previste.

Durante il viaggio verso la ISS, Starliner ha sofferto di alcune problematiche tecniche significative, tra cui perdite di elio nel sistema di propulsione e il malfunzionamento di cinque dei ventotto razzi di controllo direzionale (RCS) che la navetta utilizza per compiere aggiustamenti, come quelli necessari durante il processo di aggancio alla Stazione. Questi problemi hanno portato a una serie di estensioni della permanenza della Starliner sulla ISS per permettere alla NASA di monitorare la situazione e raccogliere dati vitali per risolvere le anomalie.

Nel settembre dello scorso anno, dopo aver esteso più volte la missione, la NASA ha deciso di riportare la Starliner sulla Terra senza equipaggio. Nel frattempo, gli astronauti Wilmore e Williams sono stati incaricati di diventare membri a lungo termine dell’equipaggio della ISS, rimanendo nello Spazio fino al 18 marzo, quando sono rientrati con la missione Crew-9 di SpaceX.

Nonostante questi contrattempi, NASA e Boeing hanno fatto progressi significativi nell’analisi dei dati raccolti durante il volo iniziale. In particolare, la missione ha visto il ripristino di quattro dei 5 razzi RCS guasti mentre la navetta era ancora in orbita. L’origine del problema è stata successivamente attribuita al surriscaldamento dei motori della capsula, che ha probabilmente ostacolato il flusso di propellente.

Tuttavia, i tecnici sono ancora al lavoro per risolvere i problemi legati ai razzi RCS e alle perdite di elio, un processo che richiederà probabilmente ancora diversi mesi. A tal proposito, i responsabili della NASA hanno fornito un aggiornamento della situazione lo scorso 27 marzo, indicando che i lavori di riparazione includeranno anche test di accensione dei razzi RCS presso il White Sands Test Facility in New Mexico, con l’obiettivo di convalidare modelli termici dettagliati e informare possibili aggiornamenti al sistema di propulsione e alla protezione termica della navetta, oltre a trovare soluzioni operative per i futuri voli. Inoltre, sono in corso anche test per nuove opzioni di guarnizioni per il sistema di elio, al fine di ridurre al minimo i rischi di perdite in futuro.

Steve Stich, responsabile del programma Commercial Crew della NASA al Kennedy Space Center in Florida, ha dichiarato che, una volta completate le campagne di test previste, sarà possibile avere un’idea più precisa su quando Starliner sarà pronta per il prossimo volo. Indicativamente, si continuerà a lavorare sulla certificazione entro la fine dell’anno e poi si cercherà di capire dove inserire Starliner nel programma della ISS: il prossimo volo di Starliner potrebbe avvenire entro la fine dell’anno in corso o all’inizio del prossimo anno.

La “certificazione” si riferisce all’approvazione definitiva della NASA per permettere a Starliner di volare con equipaggio, a lungo termine e in missioni contrattate verso la ISS. Tuttavia, la NASA non ha ancora deciso se il prossimo volo della capsula Boeing sarà con equipaggio o meno.

Va sottolineato che la NASA ha anche un contratto commerciale di trasporto con SpaceX, che ha recentemente lanciato la sua 10ª  missione operativa con equipaggio alla ISS, il 14 marzo. Mentre Boeing lavora per risolvere i problemi della Starliner, SpaceX continua a contribuire attivamente alle missioni di trasporto astronauti alla ISS, segnando una differenza significativa nella corsa alle stelle tra i 2 giganti aerospaziali.