T Coronae Borealis è una delle poche stelle del cielo notturno capaci di dare spettacolo con un’esplosione periodica di luminosità. Questo fenomeno, noto come nova ricorrente, si verifica ogni 80 anni circa e l’ultima volta è accaduto nel 1946. Ora, gli astronomi attendono con impazienza il prossimo evento, che secondo alcune previsioni potrebbe avvenire già il 27 marzo 2025.
L’attesa è carica di suspense perché, nonostante i calcoli basati sulle osservazioni passate, il momento esatto della nova rimane incerto. Se l’esplosione si verificasse, T Coronae Borealis diventerebbe visibile a occhio nudo, trasformandosi temporaneamente in una delle stelle più luminose della costellazione della Corona Boreale.
Nova e supernova: due fenomeni diversi
Quando si parla di esplosioni stellari, è importante distinguere tra nova e supernova. Quest’ultima rappresenta la fase finale di vita di una stella massiccia, che esplode distruggendosi completamente. Nel caso di T Coronae Borealis, invece, si tratta di una nova ricorrente, un fenomeno in cui la stella sopravvive all’esplosione.
T Coronae Borealis è un sistema binario, composto da una gigante rossa e una nana bianca. La nana bianca è una sorta di “ladra cosmica”: sottrae materiale dalla sua compagna più grande, accumulando gas (principalmente idrogeno) sulla propria superficie. Quando questa materia raggiunge temperature e pressioni critiche, avviene una reazione termonucleare esplosiva che provoca un drastico aumento della luminosità.
Un fenomeno prevedibile?
Gli eventi astronomici si dividono in 2grandi categorie: quelli altamente prevedibili, come le eclissi e il moto dei pianeti, e quelli più casuali, come le esplosioni stellari. Le nove ricorrenti si collocano in una categoria intermedia: il loro ciclo non è perfettamente regolare, ma le osservazioni passate ci permettono di stimarne la periodicità.
Per T Coronae Borealis, sono state documentate esplosioni nel 1787, 1866 e 1946, con un possibile evento anche nel 1217, registrato in un antico manoscritto medievale. Questa sequenza suggerisce un intervallo medio di circa 80 anni, motivo per cui gli astronomi ritengono che l’esplosione sia imminente.
T Coronae Borealis, come e quando osservare la nova
Se l’eruzione avverrà nel 2025, T Coronae Borealis passerà da una magnitudine di +10 (visibile solo con telescopi) a circa +2, diventando ben visibile a occhio nudo anche dalle città. L’esplosione potrebbe durare qualche giorno, seguita da un graduale affievolimento della luminosità.
Per osservarla, sarà sufficiente individuare la costellazione della Corona Boreale, situata tra Bootes e Ercole. L’evento sarà più facilmente visibile nell’emisfero settentrionale, preferibilmente in un cielo buio lontano dalle luci artificiali.
T Coronae Borealis, un’occasione unica
L’imminente esplosione di T Coronae Borealis rappresenta un’opportunità irripetibile per astronomi e appassionati. Se le previsioni si riveleranno esatte, assisteremo a un raro spettacolo celeste che non si ripeterà per almeno altri 80 anni.


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