Il bilancio del violento terremoto magnitudo 7.7 che ha colpito ieri il Myanmar è salito a oltre 1.000 morti e 2.000 feriti: è quanto hanno riferito le autorità locali. Il Paese è alle prese con una guerra civile prolungata e sanguinosa, che è già responsabile di una massiccia crisi umanitaria. Ciò rende gli spostamenti sia difficili che pericolosi, complicando gli sforzi di soccorso e sollevando timori che il bilancio delle vittime possa ancora aumentare vertiginosamente.
Terremoto in Myanmar, Paese in ginocchio
Il terremoto ha colpito a mezzogiorno di venerdì ora locale con un epicentro non lontano da Mandalay, seguito da diverse repliche tra cui una magnitudo 6.4. Ha fatto crollare edifici in molte aree, piegato strade, causato il crollo di ponti e fatto scoppiare una diga. Nella vicina Thailandia, il terremoto ha scosso la grande area di Bangkok, che ospita circa 17 milioni di persone, molte delle quali vivono in grattacieli, e altre parti del Paese. Le autorità cittadine di Bangkok hanno affermato che finora sono state trovate 10 persone morte, con decine di dispersi, la maggior parte in un cantiere vicino al famoso mercato di Chatuchak della capitale. Quando il terremoto ha colpito, il grattacielo di 33 piani costruito da un’azienda cinese per il governo thailandese è crollato al suolo in un’enorme colonna di polvere.
Oltre 90 persone sono rimaste intrappolate nel crollo di un edificio a Mandalay, secondo quanto riporta la Croce Rossa. L’aeroporto principale della capitale del Myanmar, Naypyitaw, è stato chiuso dopo che il terremoto ha causato il crollo della torre di controllo del traffico aereo, uccidendo almeno sei persone, secondo alcune fonti: lo riporta l’agenzia online Myanmar Now. Il terremoto ha costretto anche alla chiusura dell’aeroporto locale per ingenti danni alle attrezzature aeronautiche.
Tra gli edifici crollati per il sisma a Kyaukse, nella regione di Mandalay, vi è anche la scuola materna West Mye Mye Kyi. I soccorritori hanno riferito di aver recuperato questa mattina i corpi senza vita di 12 bambini e di un’insegnante. Si teme che molte altre persone siano ancora intrappolate sotto le macerie, mentre con il passare delle ore le possibilità di sopravvivenza si affievoliscono.
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Centinaia di case danneggiate in Cina
Il forte terremoto che ieri ha devastato il Mynamar è stato avvertito anche nel Sud della Cina. Oltre 800 case sono state danneggiate nel comune di Ruili, nella provincia Yunnan, ha riferito l’agenzia di stampa Xinhua. Quasi 3mila le persone colpite nella città situata a circa 300 km dall’epicentro del sisma, 2 hanno riportato lievi ferite.
“Il costo del terremoto potrebbe superare il Pil del Myanmar”
Un’analisi dell’USGS, in cui si stima che ci sia una probabilità del 35% che il numero delle vittime del disastroso terremoto di ieri sia compreso tra 10mila e 100mila, precisa anche che il costo finanziario del disastro potrebbe raggiungere decine di miliardi di dollari e potrebbe addirittura superare il Pil del Myanmar. Bill McGuire, professore di geofisica e rischi climatici presso l’University College di Londra (Ucl), ha affermato che si è trattato “probabilmente del più grande terremoto ad aver colpito il Myanmar negli ultimi 3 quarti di secolo“.
Per spiegare questo terremoto, Rebecca Bell, esperta di tettonica dell’Imperial College di Londra, ipotizza un movimento di spinta laterale della faglia di Sagaing, che attraversa il Paese al centro da Nord a Sud. È qui che la placca tettonica indiana a Ovest incontra la placca della Sonda, che forma gran parte del Sud/Est asiatico: una faglia simile per dimensioni e movimento alla faglia di Sant’Andrea in California. “La faglia di Sagaing è molto lunga, 1.200 km, e molto dritta“, spiega Bell. “La natura rettilinea fa sì che i terremoti possano verificarsi su aree estese: più ampia è l’area della faglia che scivola, più forte sarà il terremoto“. In questi casi i terremoti possono essere “particolarmente distruttivi“.






















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