Continuano a susseguirsi le valanghe sulle Alpi. Sono tanti gli eventi che si sono verificati oggi dal Piemonte al Veneto. Gli ultimi fenomeni in ordini cronologico sono avvenuti in Valle d’Aosta e Trentino. Nel primo pomeriggio, una valanga si è staccata nella zona del Passo dei Salati (Gressoney), in Valle d’Aosta. Il Soccorso Alpino valdostano è intervenuto in aiuto di un gruppo di quattro persone di nazionalità straniera. Il distacco ha coinvolto solo uno dei free rider, che è stato trascinato su un salto di rocce. Il free rider è stato portato in ospedale.
L’elicottero, a causa delle condizioni meteo avverse, ha lasciato l’equipaggio completo anche di unità cinofila al Gabiet e da lì, grazie ad un mezzo battipista messo a disposizione da Monterosaski è stato trasportato a una altitudine di 300 metri superiore. La squadra ha quindi proseguito con tecnica scialpinistica. In rinforzo, è giunta una seconda squadra con un cinofilo, un tecnico specializzato e due ‘pisteur secouriste’. La persona è stata raggiunta e messa in barella per poi essere condotta più in basso dove è stato possibile il trasporto con un gatto delle nevi rimasto ad attenderli.
Un’altra valanga in Trentino: travolti due alpinisti sul Monte Fravort
Altra valanga in Trentino dopo quelle delle scorse ore. Questo pomeriggio, due alpinisti sono stati investiti da una valanga sul Monte Fravort, in località Stoana, nei pressi di Frassilongo. I due stavano effettuando una salita, quando in un punto esposto del pendio, si è staccata la slavina. I due alpinisti – entrambi di 32 anni – hanno diversi traumi alle gambe, ma sono vivi, riporta la Rai di Trento.
In vaste zone del Trentino Alto Adige, come anche lungo la cresta di confine, dopo le nevicate delle scorse ore il pericolo valanghe attualmente è marcato di grado 3 su 5. Secondo il bollettino valanghe, soprattutto sui pendii ombreggiati ripidi le valanghe possono subire un distacco negli strati più profondi del manto nevoso e, a livello isolato, raggiungere grandi dimensioni, specialmente nelle zone poco frequentate al di sopra dei 2000 metri circa. Inoltre, le valanghe possono subire un distacco negli strati superficiali del manto nevoso con un debole sovraccarico.



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