Circa 24 ore dopo che un uomo è stato attaccato dagli squali al largo di Hadera, nel nord di Israele, le squadre di ricerca hanno rinvenuto resti umani nei pressi del luogo dell’incidente. Lo ha riferito la Polizia, precisando che sono stati trasferiti al Centro nazionale di medicina legale di Tel Aviv per l’identificazione e l’esame. Fin da subito, si è dubitato che l’uomo attaccato potesse essere ancora vivo. I filmati dell’incidente, ripreso dai bagnanti dalla spiaggia, mostrano l’uomo lottare tra le onde contro lo squalo, a lungo, prima che l’acqua si colori di rosso e lui scompaia. L’incidente è avvenuto in una zona della spiaggia in cui era vietata la balneazione.
Secondo Yigael Ben-Ari, capo della squadra di guardie marine dell’Autorità per i parchi e la natura, è solo il terzo attacco di squalo registrato in Israele. La zona di Hadera è nota per la presenza di decine di squali tra ottobre e maggio, attratti dall’acqua calda rilasciata da una vicina centrale elettrica. Per questo nell’area è vietato nuotare, ma i bagnanti entrano comunque in acqua, ha sottolineato Ben-Ari a Yedioth Ahronoth.


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