“La Spagna sta superando la fase peggiore della crisi e va verso la ripresa” dopo il massiccio blackout che ieri ha colpito il Paese. Lo ha detto il Premier Pedro Sanchez, dopo l’odierno Consiglio dei Ministri, assicurando che “il sistema ha risposto con agilità, gli attori pubblici e privati hanno agito con efficacia, e il coordinamento è stato eccellente e leale”. Il Premier ha segnalato che nella notte sono stati riattivati i centri di produzione di energia e l’erogazione elettrica è stata ripristinata nella quasi totalità. Gli ospedali, i centri sanitari e le farmacie “hanno ripreso la normale attività”, come “la maggioranza dei centri educativi, supermercati e le banche che sono aperti”. Le telecomunicazioni e la fibra ottica funzionano nel 90% territorio. Porti e aeroporti funzionano “con assoluta normalità“, ha segnalato il Premier.
La scorsa notte, sono stati assistiti oltre 35.000 passeggeri intrappolati nei treni e ancora ci sono punti del Paese senza servizi di trasporti, ha segnalato Sanchez, assicurando che gli operatori delle infrastrutture ferroviarie “lavorano senza tregua per ristabilire il prima possibile tutti i servizi” di collegamento. Anche l’industria ha recuperato l’attività “o spera di farlo in giornata”, mentre il turismo, in vista del ponte festivo dell’1 maggio “non sarà colpito” da disagi provocati dal massiccio blackout.
Blackout Spagna, gestore: “sistema elettrico tornato alla normalità”
Commissione inchiesta sul blackout
Il governo spagnolo ha deciso di istituire una commissione di inchiesta per accertare cosa abbia provocato il blackout, ha annunciato Sanchez, dopo la riunione alla Moncloa del Consiglio di Sicurezza Nazionale con il Re Felipe VI. Al momento, ha aggiunto, il governo non esclude alcuna ipotesi. Si attendono le conclusioni della commissione, che saranno pubbliche e saranno presentate in parlamento cui Sanchez riferirà il 7 maggio. La commissione sarà presieduta dal Ministero della Transizione Ecologica.
Sanchez si è impegnato ad “andare a fondo della questione“, ad adottare le “misure necessarie” e a intraprendere le riforme appropriate affinché “non si ripeta un blackout generalizzato come quello di ieri“. Non solo. Il governo “esigerà che tutti gli operatori privati si assumano le loro responsabilità”.
Nella conferenza stampa al Palazzo della Moncloa, Sanchez ha valutato positivamente il rapporto di Rete Elettrica, che ha escluso la possibilità di un cyber attacco all’origine dell’oscuramento generale. Tuttavia, ha annunciato “un’analisi indipendente del governo” con “tutte le risorse dello Stato” per determinare il motivo dell’interruzione dell’energia. Ha insistito sul fatto che il governo “non esclude alcuna ipotesi” sulle cause del blackout fino a quando non si avranno “i risultati conclusivi dell’analisi dell’accaduto”, che “saranno resi pubblici e presentati in maniera trasparente alle Cortes spagnole”.
Sanchez ha anche detto che l’esecutivo spagnolo ha “sollecitato formalmente alla Commissione Europea e all’organismo regolatore” del mercato dell’energia Ue “un loro rapporto indipendente per sapere esattamente la loro valutazione” dell’accaduto. “Il governo ha due priorità chiare: consolidare il ripristino del nostro sistema elettrico al 100% e scoprire cosa sia accaduto per evitare che possa succedere di nuovo“, ha detto il Premier. “Il governo di Spagna andrà fino in fondo all’accaduto e adotterà le misure necessarie perché non si ripeta più”, ha insistito.
Aperta inchiesta: si valuta un sabotaggio informatico
L’Audiencia Nacional, il tribunale di Madrid competente per i casi più gravi, tra cui quelli di terrorismo, ha annunciato l’apertura di un’indagine per determinare se il blackout sia stato causato o meno da un “sabotaggio informatico”. “Il giudice dell’Audiencia Nacional, José Luis Calama, ha aperto un’indagine preliminare per determinare se il blackout che ieri ha colpito la rete elettrica spagnola, interessando tutto il Paese, possa essere un atto di sabotaggio informatico contro infrastrutture critiche spagnole e, in tal caso, possa essere qualificato come reato di terrorismo”, si legge in una nota inviata all’AFP.
