La Penisola Iberica ha vissuto una delle crisi energetiche più gravi della sua storia recente. Un blackout su vasta scala ha colpito Spagna e Portogallo nella giornata di ieri, lasciando milioni di cittadini senza corrente elettrica, accesso a internet, telefonia mobile e persino contante. Nella notte, l’elettricità è stata progressivamente ripristinata: alle 4 circa, secondo il gestore della rete spagnola Red Eléctrica de España (Ree), l’87,37% della fornitura era tornato operativo. In Portogallo, il 95% delle abitazioni aveva già ritrovato la luce.
Blackout in Spagna, crollo del sistema
Il collasso è avvenuto alle 12:33 di ieri. In appena 5 secondi, la rete elettrica spagnola ha perso 15 gigawatt, pari al 60% della domanda nazionale. “Non avevamo mai assistito a un crollo totale del sistema”, ha dichiarato il premier spagnolo Pedro Sánchez in un discorso alla nazione. Eduardo Prieto, responsabile delle operazioni di Red Eléctrica, ha definito l’evento “eccezionale e straordinario”.
Il grafico sulla domanda elettrica pubblicato da Red Eléctrica mostra un crollo netto da 27.500 a circa 15.000 megawatt, evidenziando l’entità del guasto.
Conseguenze
Il blackout ha paralizzato trasporti, comunicazioni e servizi essenziali. Oltre 35mila passeggeri sono rimasti bloccati su più di 100 treni in Spagna. Alle 23 di ieri sera, 11 treni dovevano ancora essere evacuati. Gli aeroporti, come quello di Madrid e Lisbona, hanno operato a singhiozzo con sistemi di emergenza. Anche il torneo di tennis Madrid Open è stato sospeso.
La vita quotidiana si è rapidamente trasformata. Nelle città, i cittadini si sono arrangiati: traffico caotico senza semafori, persone che facevano autostop verso l’aeroporto, negozi al buio e comunicazioni interrotte. Gli ospedali sono passati ai generatori, mentre le stazioni di servizio e i bancomat si sono fermati. A Terrassa, cittadina industriale vicino a Barcellona, i generatori sono andati esauriti.
Nessuna traccia di attacco informatico
Le autorità portoghesi e spagnole hanno escluso, almeno per il momento, l’ipotesi di un cyberattacco. Il Centro Nazionale di Cibernetica portoghese ha dichiarato che non ci sono segni di un attacco informatico. Anche Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione Europea per l’energia pulita, ha definito l’evento “uno degli episodi più gravi registrati in Europa negli ultimi tempi”, ma ha invitato alla cautela in merito alle cause.
L’ipotesi attualmente più accreditata coinvolge un problema tecnico esterno al Portogallo. Le autorità spagnole hanno ringraziato i governi di Marocco e Francia per aver contribuito al ripristino energetico, fornendo elettricità attraverso i collegamenti transfrontalieri. Inoltre, è stato aumentato il ricorso a centrali idroelettriche e impianti a ciclo combinato.
Mobilitazione straordinaria
Il Consiglio di Sicurezza Nazionale spagnolo si è riunito d’urgenza e l’esercito è stato incaricato di distribuire generatori e forniture essenziali nelle aree più colpite. Il primo ministro portoghese Luis Montenegro ha tenuto un vertice straordinario e ha mantenuto un contatto diretto con Sánchez per coordinare le operazioni di recupero.
La lezione del blackout
Con una popolazione combinata di circa 60 milioni di persone tra Spagna e Portogallo, questo blackout rappresenta un severo campanello d’allarme sulla vulnerabilità delle infrastrutture energetiche europee. Si tratta del 2° blackout continentale nel giro di poche settimane, dopo l’incendio del 20 marzo che ha bloccato l’aeroporto di Heathrow nel Regno Unito. Le autorità europee stanno rafforzando le misure contro possibili atti di sabotaggio, anche alla luce delle tensioni geopolitiche con la Russia.
In attesa di un rapporto tecnico definitivo, l’evento spinge a riflettere sull’interdipendenza energetica e sulla necessità di sistemi più resilienti.



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