“Quello delle esplosioni freatiche è un tema sul quale si è focalizzata l’attenzione della Commissione Grandi Rischi perché si tratta di un tema critico: ce ne siamo occupati anche confrontandoci con esperti di altri Paesi che hanno esperienza diretta del fenomeno come Giappone e Nuova Zelanda. Abbiamo fatto un approfondimento molto importante su questo tema, con due giornate di lavoro, e quello che abbiamo potuto concludere è che persiste a livello mondiale una forte difficoltà di prevedere con tecnologie di monitoraggio questi tipi di eventi”. Lo ha sottolineato il Professor Mauro Rosi, componente della Commissione, nel corso dell’audizione in Commissione Ambiente della Camera sull’evoluzione della situazione riguardante il fenomeno del bradisismo e il rischio sismico nell’area dei Campi Flegrei.
“Questo tipo di fenomeni – ha spiegato Rosi – presentano difficoltà intrinseche ad essere monitorati e previsti con la tecnologia di cui disponiamo ma non abbiamo evidenza che nella zona dei Campi Flegrei esplosioni freatiche possano avvenire indipendentemente dalla risalita di magma verso la superficie. Tutte le esplosioni freatiche avvenute nella zona sono state accompagnate da una risalita magmatica, che noi possiamo riconoscere; in sostanza, non ci sentiamo particolarmente vulnerabili da questo punto di vista ma la nostra attenzione resta massima“.
Rosi: “bassa probabilità di sisma di magnitudo 5.0”
Un sisma di magnitudo 5.0 “è una condizione di tetto massimo, cioè che potrebbe essere possibile nella malaugurata ipotesi che si attivi un sistema di faglie tutto quanto insieme, quindi è implicito che c’è una bassa probabilità. Assegnare un valore a questa probabilità credo che sia impossibile”, ha sottolineato Mauro Rosi ai parlamentari della Commissione Ambiente della Camera, che chiedevano le probabilità di una eventuale scossa di magnitudo 5.0.
18 riunioni in Commissione Grandi Rischi
“Ai Campi Flegrei, da quando ci siamo instaurati in questa composizione, un anno e mezzo fa, abbiamo dedicato 18 riunioni, sommando quelle del vulcanico e del sismico e quelle congiunte. L’aggiornamento, l’esame dell’evoluzione e i livelli di allerta conseguenti hanno occupato gran parte del lavoro di questa Commissione“. Lo ha detto Eugenio Coccia, Presidente della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi, in audizione in commissione Ambiente alla Camera.



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