Campi Flegrei, Ciciliano: “129 edifici dichiarati inagibili, ricollocate 248 famiglie”

Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile, in audizione davanti alla Commissione Ambiente sull’evoluzione della situazione ai Campi Flegrei

Lunedì scorso sono iniziati gli studi di vulnerabilità a Bacoli, mentre a Pozzuoli e Napoli” saranno “al termine delle valutazioni di agibilità”. Lo dice il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, in audizione davanti alla Commissione Ambiente sull’evoluzione della situazione riguardante il fenomeno del bradisismo e del rischio sismico nell’area dei Campi Flegrei. “Le squadre tecniche, con occhi diversi sono impegnati sul medesimo lavoro” e si dà “priorità alle valutazioni di agibilità che possono sfociare in una delibera di sgombero dal comune”, aggiunge.

Al 31 marzo scorso, sono 565 le richieste di sopralluogo sugli edifici per la valutazione delle vulnerabilità: delle 240 verifiche esitate, 129 hanno portato alla dichiarazione di inagibilità con conseguente decreto di sgombero da parte degli enti locali. Negli ultimi due anni – ha ricordato Ciciliano – ci sono state migliaia di scosse, alcune delle quali rimaste impresse nelle persone per la loro intensità: penso in particolare a quella di magnitudo 4.4 del maggio 2024 e a quella di magnitudo 4.4, poi rivalutata in 4.6, del marzo scorso. I nuclei familiari colpiti al momento sono 248, collocati in alberghi e nelle cinque aree di accoglienza individuate”.

Ciciliano: “sollevamento del terreno da fine 2023”

L’area dei Campi Flegrei è un vulcano senza foro, all’interno del quale vivono centinaia di migliaia di persone: fino al 2005 c’è stato un fenomeno di abbassamento del terreno, da fine 2023 sono ripresi in modo accelerato il sollevamento e la presenza di eventi sismici. Tali eventi sono stati molto frequenti e hanno una profondità massima di circa 4km“, ha spiegato Ciciliano.

Rideterminati i livelli di allerta

Il 20 marzo, la Commissione Grandi Rischi si è riunita per analizzare l’attività del vulcano con gli scenari a breve e medio termine: esistono due pianificazioni di Protezione Civile, una per il bradisismo e una per il rischio vulcanico. Lo scorso mese, sono stati rideterminati i livelli di allerta vigenti, che per Vesuvio e Campi Flegrei risalivano al 2005: l’esito della nuova valutazione è stato la rimodulazione della strategia di pianificazione, dividendo il giallo in due fasi operative e l’arancione in due fasi operative, che renderanno più agevole l’intera partita di gestione dell’emergenza. Le due nuove fasi operative introdotte per il giallo e per l’arancione non sono molto dissimili da quelle che già esistono. Si sta cercando di fare un lavoro graduale per rendere più aderente la pianificazione di gestione dell’emergenza. I nuovi livelli di allerta sono già stati condivisi con i Comuni, con la Prefettura di Napoli e la Regione Campania. I tempi prevedono dal punto di vista operativo la condivisione con gli enti locali, l’osservazione da parte degli enti locali di alcuni aspetti da approfondire, la riorganizzazione del Piano nazionale di Protezione Civile per i Campi Flegrei. Da quel momento i piani di settore vanno riorganizzati e anche i piani discendenti dei Comuni”, ha spiegato ancora Ciciliano.

“Sono state inoltre organizzate diverse attività di formazione e informazione sul territorio coinvolgendo scuole, operatori di Protezione Civile, funzionari pubblici, ingegneri e architetti; l’obiettivo è accrescere la consapevolezza del rischio”, ha aggiunto.

Il Governo ha messo a disposizione tra 2025 e 2029 100 milioni di euro per la riqualificazione delle costruzioni vulnerabili non danneggiate e 35 milioni per quelle danneggiate“, ha detto ancora Ciciliano.

Ciciliano: “impossibile evacuare migliaia di persone”

Quando si parla di evacuazione ci si riferisce sempre a qualcosa che può essere previsto anche se con grande difficoltà, come nel caso del rischio vulcanico. Per il rischio sismico, non c’è nessuna possibilità di previsione e quindi non è possibile pensare all’evacuazione di migliaia di persone. La fase tre del piano – ha sottolineato Ciciliano – prevede l’allontanamento temporaneo per quelle persone che abitano in palazzi in cui i sottoservizi dovessero danneggiarsi a seguito del sollevamento”.