Il cielo del 12 aprile 2025 ha regalato uno spettacolo celeste straordinario: un brillante fireball ha attraversato i cieli sopra l’Adriatico alle 18:58:46 UTC, lasciando una scia luminosa visibile per diversi secondi e catturando l’attenzione di centinaia di osservatori in tutta Europa. L’evento è stato registrato da ben 10 stazioni della rete PRISMA, tra cui quelle situate a Rovigo, Trieste, Perugia, Ravenna, Navacchio, Montelupo Fiorentino, Civitanova Marche, Monteromano, Chianti e Amelia, confermando la portata dell’osservazione.
Il bolide, con una magnitudine assoluta di -10, ha avuto un comportamento particolarmente interessante per gli studiosi: è entrato nell’atmosfera terrestre a una quota iniziale di 95 chilometri, con una velocità di circa 29 km al secondo. La sua corsa è proseguita per 9,2 secondi, un tempo relativamente lungo per un evento di questo tipo, rallentando progressivamente fino a 15 km/s, per poi estinguersi a 41 chilometri di altitudine. La durata insolitamente prolungata è legata alla bassa inclinazione della traiettoria rispetto al suolo, che ha fatto sì che il meteoroide percorresse un tratto atmosferico più lungo del normale.

Analizzando la proiezione della traiettoria sulla superficie terrestre, è possibile ricostruire con precisione il percorso del bolide: l’evento ha avuto inizio sopra il mar Adriatico, davanti alle coste croate, e si è concluso sopra le acque al largo di Comacchio. Nessuna parte del meteoroide è riuscita a raggiungere il suolo, né a sopravvivere all’attraversamento atmosferico: le elevate velocità di ingresso e uscita, unite alla composizione probabilmente poco coesa del corpo celeste, hanno determinato la sua completa ablazione prima di un eventuale impatto. Anche se ciò fosse accaduto, eventuali frammenti sarebbero finiti in mare, rendendone comunque impossibile il recupero.
L’analisi dell’orbita eliocentrica suggerisce un’origine affascinante: l’afelio, ovvero il punto più distante dal Sole dell’orbita del meteoroide, si trova vicino all’orbita di Giove. Questo dato, unito all’alta velocità di ingresso in atmosfera, fa fortemente sospettare una origine cometaria, caratteristica tipica di oggetti provenienti dalla parte più esterna del Sistema Solare, spesso residui di comete ormai inattive.
Il fenomeno ha suscitato grande interesse anche tra gli osservatori occasionali: l’International Meteor Organization (IMO) ha raccolto 378 segnalazioni visive da cinque diversi Paesi – Austria, Croazia, Germania, Italia e Svizzera – a conferma della visibilità eccezionale dell’evento, reso ancora più spettacolare dal fatto di essere avvenuto in prima serata, quando gran parte del pubblico aveva una visuale favorevole.
Nonostante alcune nubi presenti in quota in varie regioni, il bolide si è distinto per l’intensità crescente della luce mentre attraversava gli strati atmosferici più densi. Il picco di luminosità, che ha reso il fireball simile a una vera e propria esplosione celeste, è stato raggiunto intorno ai 60 chilometri di altitudine, per poi affievolirsi progressivamente con il rallentamento della massa in caduta.
Eventi come questo, oltre a stupire il pubblico, offrono preziose opportunità scientifiche. L’analisi delle traiettorie, delle velocità e della composizione dei meteoroidi consente di migliorare la comprensione dei piccoli corpi celesti che attraversano la nostra atmosfera e, in alcuni casi, di studiarne l’origine remota, aiutandoci a ricostruire la storia dinamica e compositiva del Sistema Solare.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?