Fisica quantistica, studio indica i settori strategici su cui l’Italia deve puntare

Beltram (NQSTI): "ci sono campi in cui l'Italia può essere all'avanguardia e creare innovazione”

Dove l’Italia può e deve puntare nello sviluppo della ricerca e della tecnologia quantistica? Lo spiega uno studio prodotto dal National Quantum Science and Technology Institute. Un testo di circa 150 pagine, ora al vaglio di Confindustria, che indica i settori in cui il Paese ha buone chance per sfruttare al meglio le opportunità che arrivano dalla ricerca applicata in questo settore che, grazie anche al lavoro sinergico messo in campo con NQSTI, sta portando a risultati significativi. “Dobbiamo mantenere la lucidità e capire, nel vasto spettro delle potenzialità applicative del tecnologie quantistiche, dove possiamo oggettivamente competere: non possiamo credere di entrare in tutti i campi, ci sono settori dove alcuni Paesi sono andati già molto avanti e dove gli investimenti sono stati molto rilevanti“, spiega Fabio Beltram, coordinatore scientifico di NQSTI, a margine dell’evento inaugurale del Quantum Day alla Scuola Normale Superiore di Pisa.

L’esempio più visibile è quello del quantum Computingaggiunge – lì ci sono investimenti da centinaia di miliardi nel mondo: non abbiamo le risorse per competere, quella è una partita che abbiamo già perso. Rimane, forse, solo lo spazio per qualche componente, ma possiamo invece sicuramente vincere ed essere protagonisti in tante altre gare e portare l’Italia all’avanguardia in altri settori”.

NQSTI nel suo studio indica i settori, gli ambiti di sviluppo, il livello di maturità e quello di interesse per l’industria italiana dallo sviluppo delle tecnologie quantistiche. Quelli con livello di impatto alto sono le Telecomunicazioni, dove già sono disponibili prime soluzioni. Poi l’ambiente, l’agricoltura, l’energia, le scienze dei materiali, l’aerospazio e la difesa, le finanze e le banche. Un livello medio è indicato per sanità e farmaceutica, e per l’informatico: settore quest’ultimo attualmente enfatizzato ma dove si segnala un livello di maturità definito “a lungo termine”.

Beltram ha ricordato che dall’avvento di NQSTI, al quale lavorano oltre 500 ricercatori dal Nord al Sud del Paese, sono stati assunti 100 ricercatori under 35: “ci piace sottolineare che alcuni di loro sono rientrati dall’estero e noi abbiamo avuto la capacità di fornire loro risorse speciali per favorire il loro inserimento all’interno del sistema. Ma non è finito qui: contiamo che, con i nuovi bandi in arrivo e con il rafforzamento del quantum nelle imprese, nuovi posti di lavoro qualificato arriveranno”.